Io contro la mia Anpi: penoso il no al referendum costituzionale

Community
Bandiere tricolore dell'ANPI sventolano dal sacrario dei caduti per la liberazione dal ponte Monumentale in via XX settembre, 25 aprile a Genova.
ANSA/LUCA ZENNARO

Dalla nostra community un intervento sulla polemica scatenatasi tra Rondolino e il presidente dell’Anpi Smuraglia: “Quando ha manifestamente dato la dritta d’attacco alla riforma costituzionale del governo Renzi, sono rimasto incredulo”

Sto seguendo in questi giorni con molta attenzione la polemica nata dopo l’articolo di Fabrizio Rondolino, che ha scatenato la polemica con il presidente dell’Anpi Carlo Smuraglia.

Il mio album di famiglia, se servisse, è il seguente: figlio di Davide Susani (Cleto), Commissario politico nel 288° Raggruppamento Garibaldi SAP “Ferruccio Ghinaglia” Quarta Brigata di Città, Cremona. In famiglia abbiamo anche Giorgio Susani, Medaglia d’Oro al Valore Militare alla Memoria della Resistenza, Vice Comandante Brigata “Centocroci” SP-PR. Nipote del nonno materno Ettore Pagliarini che Corrado Staiano cita nel suo La città rossa e lo chiama “il mio postino”, che di notte portava clandestinamente le lettere censurate o sequestrate dei deportati nei lager nazisti ai loro familiari.

Non debbo ricorrere a tante perifrasi, o inutili giri di parole. Quando il prof. Smuraglia e il Direttivo nazionale dell’Anpi, cui io sono iscritto dal 1973, ha manifestamente dato la dritta d’attacco da parte dell’Associazione alla riforma costituzionale del governo Renzi, sono rimasto incredulo. Ma non ho proferito verbo.

Ma la dose aumenta: ho ricevuto, a pochi giorni dal referendum sulle trivelle, il comunicato dell’Anpi cremonese qui allegato, che oltre a spendersi attivamente per il voto, esplicitamente considera tutto ciò come “allenamento” per la partecipazione battagliera che l’Associazione dovrà fornire al No referendario autunnale contro la riforma costituzionale.

Ho provato a interloquire in merito, asserendo che ritengo più propri dell’Anpi i compiti di rinvigorire la storia e la memoria della Resistenza, dei Partigiani, delle loro battaglie e dei loro sacrifici, piuttosto che scendere nell’agone referendario attuale, e con un piglio antigovernativo tout court che non fa assolutamente indignare, ma fa semplicemente sorridere. Non dico nemmeno i commenti che ho suscitato nelle email di alcuni associati cremonesi, notoriamente “contras professionisti” , se mi è lecito usare terminologia leggera e, perché no, buffa nel tentativo di alleggerire le pieghe drammatiche di questa incredibile polemica.

Di poi, il noto esito del referendum, ha reso costoro ancora più… assatanati e “affamati di vendetta, tremenda vendetta.  Gli “eredi dei partigiani” oggi ne fanno una ragione di vita. Penoso.

Ebbene, le assicuro, questa non è la mia Anpi. Invito Rondolino a non farsi intimidire. Le persone intelligenti esistono.

Vedi anche

Altri articoli