Informatizzare la PA? Si fa presto a dire Pin…

ControVerso
digitale

La digitalizzazione dei rapporti è destinata a nascere con grande fatica

Faccio i miei complimenti alla ministra Madia per la nuova identità digitale che dovrebbe consentirci di accedere a diverse agenzie ed enti pubblici con un unico PIN. Ma la vorrei anche mettere in guardia. Il PIN unico è una bella cosa, ma se le piattaforme digitali sottostanti non girano come si deve siamo punto e a capo. Internet o lo si usa fino in fondo con tutte le potenzialità che offre o se invece si continuano a mescolare sistemi aperti e software proprietari, comunicazioni digitali e comunicazioni cartacee il risultato è molto al di sotto di quello che sarebbe lecito attendersi.

Un esempio? Me lo segnala un mio amico che ha provato a fare la registrazione telematica del nuovo contratto di affitto di casa. Dopo essersi autenticato previo invio di fotocopia del documento (la firma digitale lui la ha, ma non andava bene), ricezione via posta della seconda parte del pin, completamento della procedura, insomma tre settimane, ha scoperto che per registrare il contratto doveva scaricare sul suo mac un programma apposito della Agenzia delle entrate. Il programma però funziona solo dopo avere precedentemente installato un altro software, una Java machine di una certa versione. Ha una laurea in Fisica e insegna informatica in una università americana. Era in fila alla agenzia mentre mi scriveva e non oso immaginare come reagiranno i milioni di italiani normodotati in fatto di conoscenze informatiche.

Il fatto è che se le piattaforme digitali ogni Amministrazione poi se le fa a modo suo, ognuna con i suoi criteri, sistemi e procedure, la digitalizzazione dei rapporti è destinata a nascere con grande fatica. Inevitabilmente.

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