Incredibile, è ancora duello Prodi-Berlusconi

Referendum
L'allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e il leader dell'Unione Romano Prodi in un'immagine d'archivio del 14 marzo 2006 negli studi televisivi Rai in occasione del loro primo confronto politico di quella campagna elettorale. Moderatore del faccia a faccia fu il direttore del Tg1 Clemente Mimun, con regole rigidissime: stessa domanda per entrambi. I sondaggi assegnarono a Prodi una vittoria di misura.       ANSA / ARCHIVIO / MAURIZIO BRAMBATTI

Il Sì di Prodi non deve stupire. E Silvio gioca la sua partita

Vent’anni dopo – come il romanzo di Dumas – è ancora Romano Prodi contro Silvio Berlusconi il match clou a quattro giorni dal voto.

Già. Se ieri l’ex Cavaliere aveva fatto una buona rentrée in tv da Floris, facendo schizzare lo share, mentre c’era lui, al 10%, oggi pomeriggio l’inventore dell’Ulivo ha rotto gli indugi e ha spiegato perché il 4 dicembre voterà Sì. Una scelta meditata ma alla fine ha sentito “il dovere” di far sentire la propria voce, alla quale tanti italiani non sono certo insensibili e che avrà l’effetto di dissipare dubbi e resistenze nel campo del centrosinistra (isolando – è un dato obiettivo – quella “sinistra ulivista” che è diventato un po’  il marchio dell’ultimo Bersani).

Non è che l’annuncio di Prodi sorprenda chi conosce il Professore e la sua disponibilità a schierarsi quando la battaglia si fa dura.

Solo Marco Travaglio, che, obnubilato dal proprio ego, poteva andare in giro giurando che il Prof avrebbe votato No.

D’altra parte, i “prodiani della prima ora” avevano da tempo scelto il Sì: da Arturo Parisi a Sandra Zampa, per fare i nomi di strettissimi collaboratori di Prodi all’epoca della sua leadership politica.

Sarà un caso, o forse no, ma la scesa in campo del leader ulivista segue quella del capo di Forza Italia, sin qui ondivago e tutto sommato marginale, che sembra invece ancora avere una forza di trascinamento del proprio elettorato “storico” al quale è come se dicesse: “Non andate con Renzi e non vi preoccupate di Salvini, ci sono ancora io”. Può essere che funzioni.

Vent’anni dopo, dunque, ecco di nuovo all’ultima curva della campagna referendaria Prodi versus Berlusconi, i duellanti della Seconda Repubblica: uno per andare avanti verso una possibile Terza Repubblica, l’altro per tornare alla Prima.

Vedi anche

Altri articoli