In Italia più che un problema politico c’è un problema culturale

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Nell'immagine divulgata da Medici senza Frontiere i soccorsi ai migranti dopo il naufragio avvenuto davanti le coste libiche, 05 agosto 2015. L'ennesima strage di migranti avviene ad un passo dalla Libia, con il mare calmo e la visibilità perfetta: il barcone con cui stavano tentando di raggiungere l'Italia si è rovesciato quando le centinaia di disperati che vi erano ammassati hanno visto le imbarcazioni di soccorso. Il bilancio ufficiale al momento parla di 400 persone salvate e 25 cadaveri recuperati, ma è molto probabile che in fondo al mare vi siano almeno altre centinaia di corpi.
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Agli italiani interessa poco sapere cosa fa il Parlamento, interessa di più disquisire su ciò che i politici dicono

Perfino a Berlino arrivano le notizie imbarazzanti italiane. Imbarazzanti, perché solo in Italia si parla per quattro giorni di una frase infelice, estrapolata da un contesto comprensibile.

La frase di Matteo Renzi sull’immigrazione è stata presa come scusa del giorno per poter  tornare a parlare del nulla. Il contesto era molto chiaro, il significato anche: le sue azioni, di più (legge sullo Ius soli, ad esempio). Dire che il segretario del PD è come Matteo Salvini è non conoscere né il segretario né tanto meno le sue idee. E’ una vergogna, soprattutto se detto da parte di iscritti PD, che dovrebbero avere una visione diversa da Lega e 5 Stelle, che criticano per sentito dire senza approfondire.

Chi conosce Matteo Renzi anche solo tramite i suoi eventi politici, sa che non ha mai detto e mai dirà di non voler accogliere nessuno. Sottolineo tre volte, perché è importante ricordarlo. Dire di voler aiutare i migranti anche a casa loro, è dire che bisogna trovare una soluzione alla crisi migratoria.

E’ essere coerenti con la linea politica che rappresenta il Pd. Per quanto vorremmo, non possiamo aiutare tutti. Non abbiamo la capacità organizzativa né tantomeno logistica per farlo. La frase di Matteo Renzi, nel suo contesto, non era una frase razzista e alla Salvini.

Ma ovviamente la frase viene tolta dal suo contesto, e rappresentata come non è. Non voglio però togliere la responsabilità del PD: la card è stata fatta male, ed ha aiutato a far girare una frase che non era la frase originaria (è stato tolto il pezzo fondamentale del discorso del segretario). Detto ciò, arriviamo al punto, al nucleo del problema.

Il vero problema italiano non è un problema politico, ma è un problema culturale. In Italia invece di parlare di problemi concreti, di leggi che sono state approvate, di quello che ancora bisogna fare, si parla di ciò che ha detto un politico, di ciò che dirà in futuro, di ciò che non ha parlato in passato.

E’questo il problema. Oltre ad altri mille. E ho come la sensazione che nemmeno agli italiani stessi interessi sapere cosa faccia il Parlamento, ma che sia più interessante disquisire su ciò che i politici dicono. E a me questo fa arrabbiare.

Chi lo dice agli italiani che il governo Renzi e il governo Gentiloni hanno dato una base all’Italia per poter ripartire? Si può essere d’accordo o meno col governo, ma una cosa va detta, se si è sinceri e preparati: avevamo bisogno di riformare. E ne abbiamo ancora. E non sono mica tanto sicura che col governo a 5 Stelle che probabilmente avremo l’anno prossimo avremo lo stesso percorso: anzi.

Probabilmente l’interesse internazionale nei confronti dell’Italia cadrà come ai tempi di Berlusconi. E lo dico da tedesca.

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