Impensabile ripetere il caso di Ventimiglia: le persone prima di tutto

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Migranti Ventimiglia

Servono degli interventi immediati perché non si può pensare di reggere a lungo in questo modo, con una solidarietà che resta lettera morta

L’eventualità che a Ventimiglia si possa verosimilmente ripetere per l’ennesima volta un affollamento di persone costrette a dormire all’addiaccio nella stazione, in qualche aiuola o sulle rive del Roja, prive di servizi igienici e di servizi essenziali quali quelli sanitari va assolutamente scongiurata. Ne va della salute e della vivibilità della città per tutti, speriamo di non assistere più a strumentalizzazioni politiche o a mancate assunzioni di impegni quali quelli cui abbiamo assistito in questi ultimi giorni. Mostrare solidarietà a parole spesso non costa nulla. Costruire campagne elettorali contro il governo, strumentalizzando sgomberi o l’allestimento del campo di accoglienza in stazione dell’estate scorsa è vergognoso, specialmente quando esponenti di quelle parti politiche arrivarono a negare la possibilità di utilizzo della Protezione civile regionale in aiuto.

Il governo italiano si è trovato a gestire una situazione inedita a causa di molteplici fattori geopolitici, ogni giorno abbiamo notizie di centinaia di migranti salvati dalle nostre motovedette perché il Mediterraneo non deve continuare ad essere un terribile cimitero per chi, disperato, scappa dalla guerra, da persecuzioni o dalla fame. Il Migration Compact presentato dall’Italia alla Unione europea a metà aprile è stato accolto favorevolmente. Quali soluzioni praticabili e rispettose dei diritti umani hanno saputo presentare chi sa solo gridare all’invasione, dimenticando che l’Italia è stata terra di emigrazione?
Per noi democratici vengono sempre prima le persone, italiane e straniere, se ne facciano una ragione le opposizioni, il cosiddetto “piano Alfano” per Ventimiglia, che tra l’altro è stato appena avviato, prevede che vengano espletate le procedure di identificazione e in seguito che chi ha diritto all’accoglienza, secondo la legislazione vigente, venga ospitato negli spazi individuati dal ministero sul territorio nazionale, ma non è possibile continuare ad assistere a persone ridotte a vivere in condizioni irrispettose della dignità umana e pericolose sotto il profilo sanitario, come nell’ultimo accampamento improvvisato sul Roja.
Per questo, insieme ai rappresentanti del Pd in Regione e agli altri parlamentari liguri, riteniamo che sia il caso di individuare uno spazio dove i migranti possano sostare per pochi giorni e ricevere, oltre ai servizi essenziali, tutte le informazioni necessarie su quanto prevedono la normativa italiana ed europea in relazione alla loro posizione. Inoltre riteniamo sia giunto il momento di affrontare in modo deciso la valutazione delle risorse e delle disponibilità che le Amministrazioni locali e la Regione possono mettere in campo per un’accoglienza diffusa sul territorio, che non gravi unicamente su Ventimiglia, come già con successo in Toscana.
Da tempo ho chiesto, d’accordo con il prefetto, che venga convocato a Ventimiglia un tavolo di lavoro che coinvolga non solo le Amministrazioni locali ma tutto il mondo dell’associazionismo che si occupa di migranti e la Diocesi. Prima arrivano le adesioni e meglio è: si può aiutare la città e i suoi abitanti solo unendo le forze di tutti. I teatrini cui ho assistito questa settimana, con la corsa a chi pensava di sfruttare maggiormente ritorni elettorali segnano l’ennesima pagina di brutta politica, inutile se non dannosa per i cittadini.
Apprezzo molto il gesto del vescovo Suetta che aprirà le porte delle chiese per dare momentaneamente soccorso ai migranti, ma non si può pensare di reggere a lungo in questo modo, con una solidarietà che resta lettera morta.

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