Il vero Partito della Nazione, contro il fantasma agitato dalla minoranza

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Roberto Speranza (s) e Pier Luigi Bersani, durante la convention organizzata dalla Sinistra Dem al Teatro Vittoria di Roma, 12 dicembre 2015. ANSA/GIORGIO ONORATI

I comitati per il Sì al referendum costituzionale possono essere uno strumento per organizzare la convergenza dei riformisti

Le polemiche sul pericolo Partito della Nazione costituiscono un collaudato meccanismo truffaldino: descrivere una cosa come bieca e intollerabile, senza nessun legame con la sua reale natura, per poi poter organizzare l’opposizione a quella cosa.

Il Partito della Nazione contro cui si lotta è un partito con linee politiche indifferenti rispetto ai contenuti, il partito che include destra e sinistra, il partito in cui entrano Verdini, Casini, i transfughi di Grillo. Prendendo per oro colato questa impostazione, una parte del Pd che ha solo obiettivi di lotta politica interna, grida “al lupo al lupo”, al tradimento della natura del Pd e chiede il congresso per combattere questo fantasma. Ma ci sono battaglie ben più importanti da fare che combattere i fantasmi!

Il Partito della Nazione è un’altra cosa. Il Partito della Nazione è il Pd. Nella sua ispirazione originaria, nella sua vocazione maggioritaria, con quei tre milioni di persone che lo hanno fondato mosse non da una rigida ispirazione ideologica, ma da un comune bisogno di riformismo per cambiare finalmente l’Italia.

Non è stato Renzi il primo a parlare di Partito della Nazione; ne ha parlato con precisa impostazione Alfredo Reichlin. Bene ha fatto Andrea Romano a ricordare Togliatti ed il suo invito ad aprire le porte alle masse di diverse ispirazioni, ma unite dai valori di democrazia, lavoro, sviluppo; oltre che l’impostazione del Pci come “Partito nazionale”.

Renzi ha parlato di Partito della Nazione dopo quel 41% di voti presi dal Pd alle europee. Cioè dopo aver avuto la prova che il Pd può e deve aspirare a rappresentare una vasta area di cittadini che vadano ben oltre il tradizionale elettorato di centrosinistra. E di recente ha ribadito che il Partito della Nazione è il Pd, che cerca di raccogliere con il suo programma e la sua azione di governo riformista, il consenso di un’ampia maggioranza di italiani, trasformabile in maggioranza di governo senza la ricerca di alleanze spurie e paralizzanti. Questo e non altro è il Partito della Nazione. Si dica se è questo che non va bene.

Allora i comitati per il Sì possono essere davvero lo strumento per organizzare questa convergenza di riformisti attorno alla riforma costituzionale e l’insieme delle riforme promosse dal Pd. Ma direi di più: dobbiamo collegare il movimento per il Sì alla riforma costituzionale alla più urgente necessità di riformare l’Europa. Lo slogan dovrebbe essere: “Si alle riforme per l’Italia. Poi toccherà all’Europa”.

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