Il turismo nel Belpaese? Si può fare (molto) di più

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La terra del mare e del sole potrebbe campare quasi solo di turismo

Quanto pesa il turismo nell’attività economica italiana? Secondo alcuni commentatori e anche secondo qualche politico la terra del mare e del sole potrebbe campare quasi solo di turismo. Bene, i numeri ci dicono che le attività turistiche contribuiscono al PIL nazionale per il 4% in modo diretto e per circa il 10% tenendo conto di tutto l’indotto. Tanto, poco? Molto. Germania, Francia e USA – 3 dei 7 Paesi che ci precedono come valore assoluto del fatturato turistico – stanno fra l’8% e il 9%. Meno gli USA, nonostante sia il primo Paese al mondo per entrato turistiche, visto che il suo PIL è molto grande e fatto da molte altre cose. Di più invece l’Inghilterra che ha un turismo d’affari molto ricco. Continuiamo a crescere e le previsioni di lungo periodo confermano la crescita ma ci sono una paio di punti deboli.

La spesa procapite è bassa, abbiamo cioè un turismo poco “ricco”. Il che dipende da due cose: una percentuale inferiore rispetto ad altri del cosiddetto turismo d’affari (fiere, convention, viaggi d’affari…), che dipende in gran parte dalla forza economica dei diversi paesi. Si tratta di viaggiatori mediamente più ricchi e con spesa procapite più alta. Negli USA è il 28% del totale, in UK quasi il 40% contro il nostro 18%. E dalla scarsità dell’offerta “di contorno” che non invita a spendere. Il secondo punto debole è il Sud. Quattro regioni del CentroNord (Veneto, Lombardia, Toscana, Lazio) fanno da soli il 60% del fatturato totale. Se ci aggiungiamo Emilia Romagna, Piemonte e le altre Regioni sempre del Centro-Nord andiamo abbondantemente sopra il 75%. Meno di 2 turisti stranieri su 10 si spingono più a Sud di Roma. la qual cosa è la conferma che non basta vantare il mare, il sole e nemmeno la presenza di straordinari beni culturali. Il turista cerca logistica semplice, comfort,sicurezza e un’offerta di contorno diversificata. Se aggiungiamo che al Sud il turismo d’affari è praticamente assente ecco trovata la spiegazione. Tutti questi dati di dicono anche un’altra cosa. Non esiste nessuna contraddizione fra uno sviluppo economico moderno e l’attività turistica. Anzi, è vero il contrario. Come dimostra il Nord Italia.

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