Il traguardo di Expo e il passaggio di testimone: un po’ di Italia anche in Kazakistan

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Da anni l’Italia è diventato il primo partner commerciale di Astana, che ospiterà l’edizione 2017 dell’esposizione univerale

È arrivato il traguardo di Expo 2015, quello di Milano, quello dei record inaspettati, quello delle file di ore e nonostante questo dei sorrisi, della curiosità e della conoscenza di posti che forse dal vivo mai visiteremo. Uno dei padiglioni che più di tutti ha attratto l’attenzione dei visitatori (e l’ironia della rete sulle ore di attesa per visitarlo) e stato proprio il padiglione del Kazakistan.

Terra di mezzo tra il Mar Caspio e le porte d’Oriente, il Kazakistan sarà il Paese che ospiterà proprio la prossima Expo nel 2017. Un passaggio di testimone, quello tra l’Italia ed il Kazakistan, che sembra seguire le rotte delle relazioni industriali , commerciali e diplomatiche che tra l’Italia e questo Paese da circa dieci anni si sono sviluppate.

I settori agroalimentare, infrastrutturale ed energetico sono le punte di diamante della partnership italo kazaka, implementata poi dai recenti accordi sul contrasto al terrorismo internazionale  tanto da far prevedere che in futuro molto prossimo l’Italia possa anche diventare il primo paese per relazioni industriali con il Kazakistan, superando la Germania.

Da Milano, base operativa di Eni, parte la staffetta con Astana e quel paese dove proprio Eni, in proprio ed attraverso le sue controllate Agip e Saipem e a numerosi altri rapporti societari in corso , si conferma leader nel settore oil&gas. possiamo dire che la prossima Expo 2017 parlerà anche un po’ italiano? Forse.

Quindi, agli ultimi visitatori proprio del padiglione kazako, una responsabilità in più (oltre che il peso dell’attesa): varcare la soglia d’ingresso di un padiglione che a breve diverrà esposizione.

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