Il terrorismo si può sconfiggere

Terrorismo
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Si è diffusa la sensazione di un’indifendibilità delle nostre vite a livello globale

Una paura serpeggia per l’Europa; che il terrorismo sia invincibile e che i fondamenti della civiltà che abbiamo costruito in occidente possano non reggere al fuoco incrociato di crisi economica, disagio sociale e terrorismo islamico. L’immagine traumatica di un Tir lanciato a folle velocità sui turisti di Nizza, il video testamento dell’assassino del treno in Germania, i resoconti dei telefonini che memorizzeranno per sempre gli spari atroci al Bataclan o quelli di Dacca, hanno trasferito al mondo intero, a volte in diretta, la sensazione di un’indifendibilità delle nostre vite a livello globale.

Per ognuno di noi è maturata la certezza che in quel treno, in quella discoteca, o in quella Promenade, avremmo potuto esserci noi. C’è di più, proprio la conoscibilità quasi in diretta dei volti, degli atteggiamenti e delle vite dei terroristi, fa sì che la sensazione non sia più quella di un pericolo quantomeno lontano o circoscritto, o che gli obiettivi siano identificati con una selezione che aiuti a prevedere o razionalizzare la paura. La nuova, terribile stagione del terrorista “fai da te” o di prossimità, trasmette l’ansia di non poter riconoscere il pericolo o anche, e insieme, di poterlo riconoscere in ogni sembianza di arabo o islamico o straniero.

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