Il sultano di Ankara

Turchia
Erdogan

Ankara non può ricattare l’Europa utilizzando l’arma dei profughi

A l «Sultano di Ankara» non basta più aver messo in galera centinaia di giornalisti ed epurato, e in parte incarcerato, migliaia di giudici e funzionari pubblici. Ora, non soddisfatto, si spinge fuori dai confini nazionali e pretende di dettar legge anche in Italia. Siamo all’impudenza che si fa Stato. E in un delirio di onnipotenza, ecco Recep Tayyp Erdogan, andare all’assalto di uno Stato di diritto: quello che vige in Italia. Come a Berlino, c’è un «Giudice» anche a Bologna. E la sua colpa, per il «Grande Epuratore» ottomano, è quella di dover procedere in una indagine nella quale è implicato il figlio del presidente turco, Bilal, indagato per riciclaggio dai pm emiliani. Per Erdogan è un affronto, una provocazione che, avverte, può ledere i rapporti tra Turchia e Italia.

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