Il Salone vara l’audiolibro italiano

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Nasce Audible, la presentazione ufficiale avverrà alla vigilia del Salone del libro di Torino

Oltre dodicimila titoli, duemila dei quali in italiano: è il catalogo di Audible, il servizio con il quale è ora possibile ascoltare i libri, letti da voci celebri. La presentazione ufficiale avverrà alla vigilia del Salone del libro di Torino ma, già da ieri, si possono ascoltare le migliaia di libri presenti nel catalogo. Il passaggio dal testo scritto alla voce, è stata resa possibile dalla realizzazione di un’app, Audible, messa a punto, ormai più di vent’anni fa, negli Stati Uniti da Donald Katz. Il successo internazionale è arrivato dopo che Amazon, otto anni fa, l’ha fatta sua sborsando trecento milioni di dollari. Da noi il modello sarà diverso da quello in voga negli Usa, dove è possibile acquistare anche un singolo libro. Si dovrà, infatti, fare un abbonamento mensile da 9,99 euro avendo con questo la possibilità di scegliere tutto ciò che si vuole dal catalogo. L’operazione è stata illustrata alla stampa da Marco Azzani di Audible Italia. L’audiolibro ha avuto un buon riscontro negli Usa, dove grandi attori (Colin Firth, Dustin Hoffman, Kate Winslet e Susan Sarandon, tanto per citarne alcuni) si sono misurati con la lettura di libri noti e meno noti. Un aspetto indicativo dell’esperienza statunitense è la produzione originale di audiolibri, di libri cioè che non si trovano in forma cartacea. Il caso più conosciuto è quello dell’audio dramma The Starling Project di Jeffery Deaver. In Italia si parte in punta di piedi, anche se sono in lavorazione “ serie originali” e trecento nuovi audiolibri entro l’anno. Nel catalogo ci sono già letture interessanti: da I racconti di Nenè di Andrea Camilleri a La sposa giovane di Alessandro Baricco; dalla Storia della bambina perduta di Elena Ferrante a La piuma di Giorgio Faletti. Gran maestro di lettura, almeno per tre audiolibri, è Claudio Bisio. Gli ascoltatori di Radio3 sono già abitati ai romanzi letti a puntate, ma bisognerà capire se quest’ originale modalità di entrare in contatto con i libri attecchirà anche nel grande pubblico generalista. Se esista, anche in Italia, uno specifico e vero mercato. Pensate se un giorno, viaggiando in treno, vedremo tante persone che, in silenzio, ascoltano libri invece di parlare e sparlare con i telefonini. Sarebbe una conquista di civiltà.

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