Il regime comincia a Potenza. Nelle fantasie del Fatto, e non solo

Il Fattone
20090609 - POTENZA - POL - ELEZIONI 2009: LACORAZZA DEL PD PRESIDENTE DELLA PROVINCIA DI POTENZA. Il candidato del Pd, Piero Lacorazza, la scorsa notte, esulta dopo aver appreso della vittoria alla presidenza della Provincia di Potenza. TONY VECE/ANSA/

L’avvicendamento del presidente del Consiglio regionale della Basilicata provoca le reazioni scomposte del giornale di Travaglio. E di parte della minoranza dem

Il regime comincia a Potenza, già balzata all’onore delle cronache per l’inchiesta sul petrolio (le imputazioni non sono chiare, ma se fai parte del governo hai diritto ad una chiacchierata con i Pm), e oggi a tutti gli effetti nuova capitale politica d’Italia, laboratorio della dittatura che verrà, epicentro della normalizzazione renziana.

“Referendum, primo epurato”, tuona l’apertura di prima pagina del Fatto. L’occhiello spiega al lettore spaventato (potrebbe capitare anche a lui) di che si tratta: “Resa dei conti. Il Pd caccia il n. 1 del Consiglio regionale lucano: non è allineato”. Come il Maresciallo Tito, che ai suoi tempi osò sfidare l’Unione Sovietica di Stalin.

Il Tito lucano si chiama Piero Lacorazza e le cronache locali lo dipingono come uno speranziano di ferro (nel senso di Roberto Speranza, leader della maggioranza della minoranza del Pd). Lacorazza aveva perso le primarie per la scelta del candidato governatore e, come premio di consolazione, era stato insediato alla presidenza del Consiglio regionale. Nei giorni scorsi Marcello Pittella (lo sfidante di Lacorazza, nonché governatore in carica) aveva allargato la maggioranza ad Area Popolare, il ressemblement centrista di Alfano e Casini che a Roma sostiene il governo Renzi: a suggello della nuova alleanza, la coalizione ha deciso di eleggere un nuovo presidente dell’assemblea, Franco Mollica, presidente del gruppo consiliare dell’Udc e fino all’altro giorno vicepresidente del Consiglio regionale.

Questi sono i fatti così come si sono svolti. Dov’è l’“epurazione”? Che c’entra il referendum? Soltanto perché Lacorazza ha appoggiato pubblicamente il Sì al referendum sull’energia ha diritto alla presidenza a vita del Consiglio regionale della sua Regione? Il governo regionale della Basilicata non può allargare e irrobustire la maggioranza su cui si sostiene soltanto perché Lacorazza deve rimanere al suo posto?

E’ un peccato che il primo a parlare di “epurazione” sia stato proprio Speranza, il capocorrente di Lacorazza. Avrebbe potuto dire che non condivideva la scelta del Pd lucano di aprire la maggioranza ai centristi: avrebbe insomma potuto buttarla in politica. Ha preferito invece la strada dello scandalo fasullo, e ce ne dispiace per lui: perché di scandali fasulli si occupa soltanto il Fatto. Un po’ poco anche per una minoranza.

Vedi anche

Altri articoli