Il Referendum deve unire il Paese

Referendum
Italian Premier Matteo Renzi during his speech at Florence's Niccolini theatre, Florence, 02 May 2016. Renzi said his government was about to tackle its biggest challenge yet on Monday as he kicked off the campaign for a yes vote in this autumn's referendum to ratify its Constitutional reforms to overhaul Italy's political machinery. ANSA / MAURIZIO DEGL'INNOCENTI

La sfida è troppo grande per ridurre tutto a calcolo e a tifoserie da spalti

Un referendum sulla riforma costituzionale che possa unire l’Italia e gli italiani. Potrebbe sembrare un’affermazione paradossale, considerando che i cittadini saranno chiamati a decidere esprimendo un Sì o un No. Eppure è di questo che stiamo parlando se tutti ci soffermiamo a riflettere sull’importanza e la bellezza di un passaggio democratico che invita il popolo, al quale appartiene la sovranità, a manifestare la propria opinione sulla legge fondamentale alla base della convivenza sociale.

Qualcuno dice che non è per scelta che si svolge il referendum ma perché lo prevede la Costituzione nel caso la riforma non sia stata approvata dai due terzi dei parlamentari. È vero, ma è anche vero che il Pd ha detto fin dall’inizio che anche nel caso si fosse raggiunto quel numero di voti avremmo proposto comunque ai cittadini di esprimersi.

Stiamo decidendo le modifiche alla Costituzione ed è fondamentale che il popolo si esprima. Per questo, ciascuna forza politica è chiamata ad affrontare il confronto e il dibattito con verità, serietà e maturità, con l’obiettivo di aiutare le persone a formarsi un’opinione completa e a scegliere con consapevolezza.

La tifoseria sbraitata, le affermazioni strumentali, un linguaggio non attento ai contenuti servono solo a creare una interessata confusione a danno dei cittadini. Invece è necessario sviluppare nel Paese una discussione libera, approfondita e collettiva sulle ragioni che stanno alla base della riforma costituzionale. Così si unisce il Paese, così si coinvolgono gli elettori, così si fa un favore all’Italia.

Il Pd è fortemente impegnato per questo obiettivo, nei suoi organismi nazionali, come si è visto nell’ultima direzione nazionale, e in tutti i suoi livelli territoriali, anche attraverso la raccolta di firme, offrono occasioni di incontro e confronto per approfondire il merito della riforma. L’Italia è in un passaggio decisivo che le può permettere di diventare definitivamente un Paese più moderno, più semplice e più giusto e per questo protagonista essenziale per il futuro dell’Europa e del mondo.

La riforma costituzionale è questo, non altro. Il Pd, nel solco di una proposta che ha sempre caratterizzato la sinistra e l’Ulivo, è ben consapevole della responsabilità che ha su di sé in un momento storico che vede l’Europa e il mondo sconquassati da tensioni politiche e non solo, per molti aspetti inedite. Solo un’Italia forte e solida potrà dare il proprio contributo determinante, partendo da un Sì convinto e informato ad una riforma che può renderla più stabile, meno complicata e nella quale la politica ritrovi dignità e autorevolezza della propria missione.

La sfida è troppo grande per ridurre tutto a calcolo e a tifoserie da spalti. Il Pd c’è, convinto dei suoi buoni argomenti che porteremo nel dibattito pubblico. È sperabile che tutti facciano lo stesso, per il bene dell’Italia e degli italiani.

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