Il problema non è la scorta, il problema è che scappa

Roma
Il sindaco di Roma Virginia Raggi lascia il suo studio e passeggia nel centro storico a Roma, 21 giugno 2016, ANSA/GIUSEPPE LAMI

La polemica sulla spesa con la scorta: la demagogia grillina torn indietro come un boomerang

Virginia Raggi fa la spesa. Scortata. Embè? Non facciamo polemiche stucchevoli: una persona normale fa cose normali ma siccome ricopre un’importante carica istituzionale e molto esposta, è scortata. Questo non lo decide lei ma il ministero degl Interni. Punto.

Detto questo, i problemi veri sono due. Il primo sta molto eccitando i social e i detrattori del M5S: avete costruito la vostra fortuna (anche) sullo sbandierato rifiuto di scorte, prebende, autoblù e di tutta la simbologia della Casta e poi siete i primi, ora che governate, a farne man bassa. Vero. È il classico caso della demagogia che ti ritorna sui denti come un boomerang. Non è la prma e non sarà l’ultima contraddizione del grillismo di governo.

Secondo – ed è la cosa più grave: il problema non è che Virginia si prenda un pomeriggio tutto per sé, per il figlio o appunto per fare la spesa. Tutti lo facciamo. Ma la Raggi non è come tutti noi. Ha voluto – eccome se lo ha voluto! – fare il sindaco, ha preso una mare di voti: se hai un impegno istituzionale importante – giorni fa il funerale dell’ultima romana sopravvissuta ad Auschwitz, ieri il Vaticano, domani chissà – tu, sindaco/a, fai il favore di andarci e la spesa la fai un’altra volta.

La tristissima verità è che sembra proprio che Virginia Raggi, questa ragazza determinata, ambiziosa, combattiva, sta scappando. Non si fa vedere, se non in video sul blog di Grillo. Non c’è. La ragazza forte che abbiamo visto stravincere a giugno è diventata una donna in crisi. E però deve sapere che è condannata a governare, e che scappare non si potrà.

 

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