Il primo mattone è la legalità

Terremoto
ANSA/ANGELO CARCONI

Se finora non ci si è lasciati distrarre dagli sciacalli, materiali o internettiani, da domani bisognerà che i riflettori restino accesi per denunciare ogni cosa che non torni per il verso giusto, ma anche per dare rilievo a ciò che funziona

La lunga sequenza di nomi cancellati, di storie individuali e collettive sepolte tra le macerie, di lutti e dolori inestinguibili segna di una ferita tragica il corpo vivo del nostro paese. E così, mentre giustamente i cittadini di Amatrice, Arquata e Accumoli reclamano il sacrosanto diritto di piangere i propri cari nella terra dove essi hanno vissuto, è necessario che l’intero paese si stringa intorno a queste comunità nel dolore, ma soprattutto che sappia esserci il giorno dopo, nel momento in cui la ricostruzione diventerà un faticoso lavoro quotidiano. A dire il vero, i primi gesti concreti di ricostruzione sono stati quelli dei volontari, dei vigili del fuoco, delle forze di polizia e di tutti gli uomini e le donne che sono intervenuti nell’emergenza delle prime ore.

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