Il pessimismo cosmico di Revelli: “Ma Renzi è l’unico che c’è”

Il Fattone
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Per l’ex di Lotta continua, il premier è peggio degli odiati Craxi e Berlusconi. E alla sinistra-che-più-sinistra-non-si-può non resta che “sperare a prescindere”

Marco Revelli, l’ultimo teorico della sinistra-che-più-sinistra-non-si-può (da Lotta continua alla Lista Tsipras), ha dato alle stampe un nuovo saggio, “Dentro e contro”, di cui il Fatto oggi fornisce una succosa anticipazione. Il tema, naturalmente, è Renzi. “Di Craxi ha l’arroganza e la presunzione, ma non il profilo politico di lungo corso e l’aura dell’Internazionale socialista intorno. Di Berlusconi ha lo stile da istrione e la ciarlataneria, ma non il capitale monetario e umano che Mediaset e Publitalia assisuravano. Dei precedenti leader non è neppur degno del confronto”.

La buona notizia (per noi) è la riabilitazione dell’odiato leader socialista, che oggi diventa “l’uomo che aveva ridato orgoglio ad un Psi umiliato dal compromesso storico”, e dell’odiatissimo Caimano, che si merita giusto un benevolo buffetto per “qualche compartecipazione quantomeno opaca” nelle sue aziende, di cui però viene esaltato “il capitale umano”.

La cattiva notizia (per Revelli e per il Fatto) è che Renzi, che pure non ha “né le competenze, né l’autorevolezza, né la forza politica” per salvare l’Italia, ciò nonostante è un fuoriclasse, un fenomeno, un Mandrake che ha saputo – secondo Revelli, naturalmente – caricarsi sulle spalle “la crisi interna al Pd, la crisi di governabilità del Parlamento, la crisi di iniziativa del governo, lo stato comatoso dell’economia, la crisi di fiducia della società”. Perdindirindina! “Motivo per cui – conclude Revelli – non resta che sperare. Sperare a prescindere”. E quindi? Quindi, se abbiamo capito bene, Renzi è il peggio del peggio ma non c’è altro in giro, è l’unico che ci prova ma non ce la farà mai. Quindi?

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