Il Pd si batte per la legalità e la trasparenza. E gli altri?

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Molte voci si sono levate a criticare la misura cautelare. Non noi, noi rispettiamo le scelte di chi ha avuto responsabilità in merito

Ieri è stata la giornata di un arresto che ha fatto rumore, il Sindaco del PD di una città importante, Lodi, accusato di turbativa d’asta e tradotto in carcere. Noi ci auguriamo che il Sindaco potrà dimostrare la sua estraneità all’accusa. Nel frattempo lo stesso si è sospeso dal Partito, come succede, da noi, nel PD, sempre. Molte voci si sono levate a criticare la misura cautelare. Non noi, noi rispettiamo le scelte di chi ha avuto responsabilità in merito. Il magistrato che ha deciso tale provvedimento avrà considerato sufficienti le motivazioni che ha ponderato. Altri magistrati valuteranno nel riesame tale scelta, non la politica. Noi democratici, non consideriamo nemmeno da lontano, l’idea di un complotto della magistratura contro il governo o contro il nostro partito, non ci sfiora nemmeno, respingiamo con forza questa ipotesi, se mai lo pensassimo, vorrebbe dire che riterremmo cancellato lo Stato di diritto; lasciamo ad altri queste illazioni.

Noi agiamo ed abbiamo agito in Parlamento, come mai prima, in questa legislatura, fornendo nuovi e più forti strumenti contro la corruzione. L’elenco del nostro agire coerente è lungo e innegabile: dall’introduzione del reato di autoriciclaggio alla reintroduzione di quello sul falso in bilancio; dall’elevamento significativo delle pene per corruzione, con conseguente allungamento della prescrizione, fino all’istituzione dell’Agenzia nazionale contro la corruzione, dotandola di poteri straordinari di intervento su qualsiasi appalto pubblico. Abbiamo introdotto i reati ambientali e, punto nodale, stiamo affrontando la regolamentazione della vita stessa dei partiti per la piena attuazione dell’articolo 49 della Costituzione, prevedendo obblighi di trasparenza, molto indigesti al M5S, per tutti i partiti; mentre la Lega nel frattempo, si trova imputata a processo per truffa sui rimborsi elettorali per decine e decine di milioni.

Perché prima di parlare di “questione morale”, prima di tutto si dovrebbe trattare di “questione di coerenza” da parte dei nostri accusatori, prima di tutto la Lega che, tra “mutande verdi”, “dentiere d’oro” e “diamanti tanzanesi” ha ben poco da insegnarci e il M5S, che appena arrivato al governo di alcuni Comuni si è subito distinto per le inchieste aperte nei casi di Quarto, Livorno e Bagheria. Loro, lo dimostrano i loro voti contrari nella gran parte dei provvedimenti sulla giustizia citati, agitano il problema quando gli serve e lo dimenticano quando in Parlamento si tratta di giungere a risultati concreti. Li conosciamo e non accettiamo da loro lezioni. Punto. Quello che ci preme, invece, è dare sempre più forza ed efficacia alla politica per la legalità e la trasparenza. E ridare valore e onore alla politica, quella fatta non per il potere fine a se stesso ma per migliorare costantemente i livelli di vita, libertà e opportunità della nostra comunità nazionale.

Noi siamo un Partito vero, una comunità che conta milioni di elettori, centinaia di migliaia di iscritti, decine di migliaia di pubblici amministratori e non abbiamo, a differenza di qualcuno, la presunzione di essere perfetti e scevri da errori. Casi come quelli di Lodi, se ne verrà appurata l’effettiva veridicità, ci fanno male e certo non li neghiamo e nascondiamo, anzi. Ma rivendichiamo con orgoglio tutto il resto dell’agire dei nostri eletti di ogni ordine e grado che notizia “non fanno” perché agiscono quotidianamente con efficacia, caparbietà e trasparenza.

Noi non crediamo nei complotti, a differenza di qualcuno, crediamo nello stato di diritto e nella responsabilità individuale davanti alla legge. Noi non ci permetteremmo mai, di fronte ai molti casi capitati, di accusare la Lega di essere corrotta in quanto tale, perché non addossiamo ad una comunità la colpa di singoli, ma ci permettiamo, eccome, di dire alla Lega come al M5S che urlare molto e fare ben poco in materia di regole e trasparenza e controllo, questo sì, apre una questione morale e politica vera. Noi non perdoniamo e copriamo nessuno per partigianeria, lo abbiamo dimostrato, sempre, e continueremo a farlo, non perché qualcuno o qualcosa ce lo imponga ma perché ci crediamo.

No, non c’è nessuna questione morale nel PD, c’è una questione morale di fondo della politica come dell’economia del Paese, che il PD affronta quotidianamente, con regole stringenti al proprio interno e senza sconti, e all’esterno, nella politica che persegue per il Paese. Si dice che nella penombra tutte le mucche siano grigie, ma vivendo noi alla luce del sole le differenze le vediamo bene e sappiamo distinguere tra chi persegue un coerente impegno per la legalità e chi, invece, persegue un’interessata speculazione a fine di potere. Noi siamo tra i primi.

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