Il Pd, la crusca e il grano

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Ritroviamo quella unità di partito senza la quale finiamo noi e indeboliamo la democrazia in Italia

Siamo davvero alla sindrome del giorno dopo, una sindrome forte e intollerabile. Ognuno di noi si porta dentro in queste ore un magone penoso e indefinito, quasi che un qualcosa di terribile e ineluttabile si stia preparando a caderci addosso. L’editoriale qui a fianco del compagno Veltroni lo spiega molto bene e ci spiega, soprattutto, la fragilità di queste nostre democrazie eppure così strutturare e ben consolidate.

Sembrerebbe quindi cosa normale, di fronte a quel che è successo negli USA l’8 novembre e di fronte alle conseguenze che deriveranno da questo, fermarsi a riflettere e valutare nuovamente con più attenzione e profondità le strategie politiche nelle singole realtà nazionali. Noi siamo di fronte ad un referendum partito a suo tempo in una forma che vedeva la sinistra in parte scontenta, ma sostanzialmente unitaria ed è arrivato oggi ad essere strumento di una lacerazione imperdonabile. Su questi due temi, l’arrivo di Trump e il voto referendario, scrivono oggi due importanti personalità della sinistra: Gianni Cuperlo ed Emanuele Macaluso. Li presentiamo insieme nelle pagine interne e a loro e ai loro scritti vorrei idealmente accostare il bell’editoriale di Ezio Mauro uscito ieri su Repubblica.

Tre pensatori politici che si preoccupano immediatamente della forza fondamentale di tutte le democrazie, la sinistra. Che fine rischia di fare la sinistra e in particolare la sinistra italiana in questa situazione? Presa da una parte in una lotta fratricida che giunge a scomodare i termini di fascismo e di dittatura, senza accorgersi che il fascismo e la dittatura sono già dietro l’angolo sotto forma di nazionalismi e populismi crescenti.

Ezio Mauro finge di aver avuto un sogno, un bel sogno, quello di un Bersani e di un Renzi che si incontrano, si chiariscono su alcuni punti fondamentali e riprendono la lotta insieme. Anche io lo considero un bel sogno, ma c’è qualcosa di bello anche nella realtà e questo bello si chiama Gianni Cuperlo. Gianni ha avuto il coraggio di porgere la mano, di iniziare nella realtà quello che Mauro ha visto nel sogno e per ora il risultato è solo quello di essere rimasto quasi isolato e, in più, sbeffeggiato e oltraggiato senza pietà. Davvero è una strana sinistra questa che si rifugia in continuazione nell’insulto e nell’inchiodare come traditori chiunque, con coraggio, ragioni con la propria testa e proponga vie diverse.

Leggetele queste righe del compagno Cuperlo, dolenti e appassionate ma non remissive. Penso che adesso tocchi a noi, e soprattutto a te Segretario dare un segno ulteriore. In fondo, basta solo che i punti d’accordo raggiunti nel Comitato siano dichiarati accordi condivisi dal Partito, in modo che, togliendo questo alibi, si capisca finalmente chi usa il referendum per tentare di riprendersi le poltrone perdute e gratificare il proprio egoismo. Personalmente credo che queste persone siano molto poche di fronte al gran numero di compagni che, per amore della democrazia, pensano di aiutarla votando no. Sarebbe davvero una sconfitta per tutti noi se non riusciamo a convincerli. Forza Matteo, facciamo che il vento porti via la crusca e ci lasci il grano e ritroviamo quella unità di partito senza la quale finiamo noi e indeboliamo la democrazia in Italia.

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