Il Pd ha vinto la scommessa e il centrosinistra riparte da qui

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A Roma il centrosinistra riparte da questa domenica piovosa: diverse decine di migliaia di persone sono andate ai gazebo

Con il vento contro – meteorologicamente ma anche politicamente – in una uggiosa domenica di ritrovato inverno il Pd ha portato diverse decine di migliaia di persone ai gazebo. Penne fini dei giornaloni scriveranno certamente che l’affluenza è stata un mezzo flop, che l’altra volta a Roma aveva votato il doppio delle persone, e con loro ci saranno i vari derelitti di una destra che invece di imparare qualcosa provano a farsi un po’ di propaganda gratis, una destra che si appresta a fare una specie di plebiscito su un candidato già bruciato, Bertolaso, una roba mai vista.

No, ragazzi. A noi sembra un miracolo che – dopo tutto quello che è successo – circa cinquantamila romani abbiano ancora una volta scelto di essere presenti e di dire la loro. L’hanno detta: Roberto Giachetti. Che da ieri sera è il candidato del Pd e delle forze ad esso vicine per governare la Capitale. Roberto Morassut, gran signore e intelligente interprete dello spirito delle primarie, si metterà al servizio del vincitore.

Grande partecipazione a Napoli e a Trieste (a Napoli quando scriviamo è avanti Valeria Valente contro Bassolino, mentre Cosolìni vince a Trieste, e non si indugia qui sul fatto che sono i candidati vicini a Renzi): non era scontato ma nemmeno impossibile. Abbiamo detto che invece è un miracolo questa partecipazione dei romani dopo tutto quello che è successo.

Forse non ci rende bene conto del fatto che a Roma ci sono stato due terremoti. Mafia Capitale, un sisma che ha raso al suolo la credibilità della politica; e il crollo del governo di Ignazio Marino, con le polemiche e il carico di responsabilità che ha gravato sul Pd. Quasi impossibile restare in piedi, in questa situazione. Le gambe del Pd in effetti si sono piegate, ma il Pd non è caduto.

C’è voluto il commissariamento di Orfini, lo scioglimento di circoli “cattivi”, ci sono stati drammi personali, un’onda di vergogna che ha sommerso anche persone serie, militanti onestissimi, quelli che ieri si sono alzati all’alba per organizzare il loro seggio. Non è retorica. È un fatto. Poteva andare molto peggio, sarebbe stato normale. Invece è andata bene. Secondo i sondaggi il Pd è il primo partito a Roma.

Ora ha un candidato molto competitivo, che ha vinto bene le primarie e quindi una legittimazione politica importante. Giachetti, che per caratteristiche personali è un uomo anche sorprendente (ed è un bene), può unire la città partendo dalle forze progressiste e andando oltre, guardando ai romani che non vogliono il ritorno degli amici di Alemanno né il salto nel buio con una improbabile candidata di un partito il cui guru è uno che forse ha il vizio di spiare i suoi parlamentari.

Dunque, ci sentiamo di dire che a Roma il centrosinistra riparte da questa domenica piovosa, e che politicamente il Pd ha fatto un azzardo, con queste primarie, e ha fatto bene. Perché la scommessa l’ha vinta.

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