Il premier consiglia di guardare Unità.tv: “Ogni giorno ha preziose chicche”

Pd
caro segretario

Torna la rubrica delle lettere al segretario. Pd, Expo, pensioni, sport, legge di stabilità, talk show e immigrazione: le risposte di Matteo Renzi alle domande dei lettori de l’Unità

Caro Renzi, l’assillo di Reichlin sull’esistenza o meno “al centro di questo Stato senza regole di una grande forza popolare di massa, con un pensiero autonomo sulla democrazia e sul governo dell’Italia” è il pensiero che assilla (tormenta) tanti dentro e intorno al PD. Non mi riferisco ai dirigenti come te, che non sembrate essere “sfiorati dal dubbio”, ma ai tanti volontari della politica – che non sono impegnati solo alle Feste de l’Unità, ma fanno il tesseramento, i banchetti, il porta a porta, il proselistismo, ovvero sono/siamo le gambe e a volte anche la testa del PD – che come me da tempo (anche prima di Renzi) si chiedono se valga la pena “regalare il proprio tempo libero” alla politica, quasi mai ascoltati e spesso presi in giro dentro e fuori il partito per la loro “buona fede e ingenuità”. Io non ho la risposta al dubbio mio e di Reichlin, raccolgo però con convinzione il suo invito di oggi sulle pagine de l’Unità a non giocare a “sfasciare il PD” perché pagheremmo caro questo errore tutti, maggioranze e minoranze del partito, i padroni di oggi e quelli di domani; chiedo solo per me e tutti quelli che credono al volontariato politico come servizio alla comunità senza chiedere nulla in cambio, il rispetto per quello che in silenzio, con umiltà facciamo. Grazie.

Claudio Gandolfi (Bologna)

Caro Gandolfi, grazie del tuo impegno, grazie del tuo servizio, grazie della tua genuina passione per la politica. Ho letto Reichlin, come sempre fonte di riflessione non banale. Il Pd può essere questa forza popolare di massa, anche a livello europeo. Aggiungo: deve esserlo. Ma farlo in modo originale, in questo tempo così difficile e affascinante, non è facile. Cos’è un partito popolare di massa nell’era dei social network e del mondo post-ideologico? Dunque, caro Claudio, tutti coltiviamo dubbi e incertezze perché c’è bisogno di riflettere, di discutere, di approfondire. Ma poi bisogna anche agire, perché c’è un Paese bellissimo che ha bisogno della nostra energia, del nostro entusiasmo. E siamo noi, il Pd, gli unici che possono restituire speranza e fiducia all’Italia. Grazie alle riforme strutturali l’Italia è ripartita. Ora la sfida più grande è restituire fiducia ai nostri concittadini. Sono certo che siamo sulla strada giusta e, tutti insieme, ce la faremo.

Expo, una bella storia da ricordare

Caro Matteo, sono stato con la famiglia a Expo 2015 a Milano come avevo programmato lo scorso gennaio, quando l’eco di polemiche che proveniva dal capoluogo lombardo non era dei più rassicuranti, circa il completamento dei lavori del sito espositivo. Ebbene andarci a settembre – nel mio immaginario doveva essere un momento più di stanca – in piena esplosione del numero di ingressi, non nascondo è stata un’entusiasmante esperienza. E poi visitarlo nel giorno del record di ingressi, senza dubbio, ha suscitato la consapevolezza della piena riuscita dell’impresa. Insomma, lungo i viali dell’estesa Esposizione Universale ho percepito la gioia per la vita e l’orgoglio italiano. Tanti i connazionali, incontrati in fila ai padiglioni dei paesi esteri, fieri che l’Italia ce l’avesse fatta nella sfida, superando insidie e polemiche varie. C’è poco da fare. Con Expo 2015 il Paese ha superato una prova importante di cui tutti dobbiamo essere contenti e soddisfatti. Le aspettative sono tutte confermate. Un successo di pubblico, ordine, decoro, funzionalità e pulizia. Una cura maniacale degli spazi comuni. Tanti giovani al lavoro e uno scambio di esperienze di cui farne tesoro per la vita. Un pubblico gioioso che sembra non voler mai lasciare il sito. Per una volta sentiamoci orgogliosi di essere italiani e sappiamo finalizzare al meglio la credibilità che abbiamo conquistato nel superare un impegno, che qualcuno forse aveva messo troppo frettolosamente in discussione. Per chi non c’è andato è ancora in tempo a farlo, gustando il piacere di cogliere a casa propria i tratti infiniti del mondo. Nicola Campoli

Condivido, caro Nicola. Expo è proprio una bella storia. Doveva essere un disastro e invece è stata (ed è) una bella pagina di gioia per il nostro Paese. Perché l’Italia è più forte delle sue paure. Forza!

Diritti, pensioni e costi per la collettività

Caro segretario, mi permetto di disturbarla per chiederle, come Lei ha già promesso in molte occasioni nei mesi precedenti, di intervenire sulla legge Fornero al fine di consentire una maggiore flessibilità in uscita ai lavoratori che hanno una certa età anagrafica e un considerevole periodo lavorativo. Io sono una pubblica dipendente (comune) nata nell’anno 1953 che ha maturato quasi 38 anni di lavoro; in base alla legge Fornero potrò andare in pensione a 67 anni e pensare che quando sono stata assunta la norma permetteva l’accesso alla pensione con 20 anni di servizio. Io non voglio parlare di diritti acquisiti negati perché non ha senso beneficiare della pensione dopo solo 20 anni di servizio, però ho la sensazione e come me tante altre persone, che la legge sia intervenuta in modo peggiorativo solamente sulle pensioni di noi lavoratori senza intaccare minimamente molti privilegi che attualmente ancora esistono. La prego segretario trovi le risorse necessarie per intervenire sul sistema pensionistico così come è riuscito a trovare (giustamente) le risorse per i profughi; Non deluda molti italiani che hanno riposto fiducia in Lei e non li faccia sentire meno importanti dei profughi stessi. Tenga presente che anche il problema della disoccupazione giovanile potrebbe essere parzialmente risolto con il ricambio generazionale; sono i giovani il futuro della nostra Italia e hanno il diritto di crearsi il loro avvenire. Segretario non dia ascolto a coloro che dicono che la legge Fornero non si può toccare perché garantisce la stabilità dei conti pubblici; non si può pretendere di sanare il debito pubblico italiano in poco tempo. Segretario Renzi continui a governare come sta facendo attualmente. Tenga duro perché ha dalla sua parte il consenso e la stima di molte persone. Cordialità.

Angela Bacega

Gentile Angela, il problema è forte e sentito, vero. Tuttavia dobbiamo trovare il giusto equilibrio. Come ci siamo detti anche sabato scorso. Da un lato c’è un sistema pensionistico che non può costare come in passato. Dall’altro ci sono persone che vorrebbero godere della pensione non troppo tardi, magari prendendo anche qualcosa in meno. Va trovato l’equilibrio, ci stiamo provando. Grazie di cuore delle parole di stima.

Migranti, l’Europa s’è svegliata, ma servono fatti

Non basta accogliere naufraghi e viandanti allo stremo anche se è giusto e doveroso. Occorre accogliere il grido di aiuto dei popoli siriano, iracheno, libico e di tutte le popolazioni martoriate dall’invasione dell’IS. Non fermare i trafficanti di esseri umani e non debellare militarmente lo Stato terrorislamico dai territori degli Stati sovrani in cui si è incancrenito, significa essere complici dei genocidi e nemici dei migranti. venda ad quae plabo.

Matteo Maria M.

Caro Matteo Maria, ci stiamo provando. La novità di queste ultime settimane è che l’Europa, finalmente, sembra essersi svegliata. Adesso vediamo se anche da Bruxelles arriveranno fatti, non solo parole. Nel frattempo l’Italia continuerà a fare la sua parte: salvare tutti, accogliere chi ha diritto, garantire condizioni di vita diverse in Africa e in Medio Oriente, anche attraverso la cooperazione internazionale. È una strada lunga, ma l’Italia deve essere orgogliosa di quanto la sua gente sta facendo.

Ancora su Flavia e Roberta (aspettando il regalo di Aru…)

 

Non finisce di sorprendermi il nostro Presidente del Consiglio! Domenica non ha trovato di meglio che disdire i suoi impegni istituzionali e con un aereo di stato (con dei costi spaventosi) andare a New York per vedere la finale tutta italiana, del torneo U.S. Open di tennis fra la Vinci e la Pennetta. Io capisco la gioia, la soddisfazione, condivise anche dal sottoscritto che ama il tennis, per una impresa storica dello sport italiano. Non capisco e non capirò mai questo viaggio. Mi domando: Perché Renzi non è andato in Spagna a festeggiare la vittoria di un grande giovane uomo sardo, Fabio Aru, che ha vinto il giro di Spagna? Perché non è andato a Stoccarda per festeggiare la medaglia d’oro conquistata dalle nostre atlete italiane, sconfiggendo in finale la Russia, ai mondiali di ginnastica? Perché non è andato in Germania a tifare per la nostra nazionale di basket impegnata agli Europei, in una dura partita contro Israele? Certo è più facile, semplice e sicuramente “rende” di più andare a festeggiare una vittoria comunque italiana e fare qualche selfie con le due grandi atlete. Sono poi davvero penose le similitudini con Sandro Pertini ai mondiali di Calcio giocati in Spagna. Quello era un viaggio programmato ed era davvero un modo di essere vicino a Bearzot e alla nostra nazionale impegnata nello scontro diretto (vinto) contro la Germania. Ad ogni modo, caro Matteo, stai sereno… continua così; i miei sono pensieri in libertà Fero eos et occum ilit, sapietur, omnis eari omnisitiae ex eum audit as eumeture, simaxima saperci dunturerum non cum illit, ut abore parum con perfere icillaut earum reptius eum volore vellautes disciis maio Ur, quis repudiae. Ut ut ea nonsent. Ihicabo remque venda ad quae plabo.

Flavio Carretta (Lancenigo di Villorba, Treviso)

Caro Flavio, ho già risposto più volte. Ci sono momenti in cui un Paese fa festa ed è giusto che chi rappresenta il Governo – pro tempore – partecipi a questa festa. Noi siamo una comunità, non un insieme aggregato di codici fiscali. Ho ricevuto a Palazzo Chigi molti campioni come fa, ancora più autorevolmente, il Presidente della Repubblica. Sto aspettando, tra gli altri, Aru, che mi ha promesso la maglia rossa della Vuelta dopo che Nibali mi ha portato la maglia gialla del Tour. Ma la finale tra Flavia e Robertina ha qualcosa di speciale. Sa cosa mi spiace? Che ci siano state polemiche così forti solo perché era tennis, e tennis femminile. Fosse stato calcio maschile nessuno avrebbe detto niente. Ma lo sport in Italia, non è solo calcio, e non è solo maschile.

Il clima interno al partito adesso è migliore: non è tempo di fermarsi

Caro segretario, seguo con molta attenzione le varie vicende che vengono dibattute all’ interno del partito e vedo che l’ ex segretario Bersani non è mai d’accordo su quello che il Governo ha fatto e sta facendo, al contrario invece di altri, ad esempio Cuperlo o Speranza, che invece pur da posizioni diverse con molta onestà concordano sull’operato governativo. Non credo di sbagliarmi se dico che le parole e l’atteggiamento di Bersani sia non solo ideologicamente contrario alla direzione politica del partito, ma pregiudiziale nei confronti della nuova dirigenza. Le sue burlonesche battute sulla ditta mi sembrano una presa in giro, provi semmai a lavorare in una ditta con questo atteggiamento… Ho letto oggi un’intervista a Gianni Cuperlo che, pur muovendo delle critiche sulle riforme costituzionali, ha appoggiato alcune iniziative di governo. Queste sono le cose che fanno piacere e che fanno del PD un partito aperto e non l’ostracismo di vecchi dirigenti che muovono solo critiche e che non sopportano l’idea di non poter più dettare la linea politica del partito. Con queste persone va cercato il dialogo ed il punto d’intesa ed ai rosiconi, caro Segretario, fai terra bruciata. E fai benissimo a ricordare loro i disastri che hanno combinato in passato. Con la stima di sempre.

Massimo Papetti

Mi sembra che il clima interno sia migliorato, Massimo. Andiamo avanti tutti insieme. L’Italia sta ripartendo, non fermiamoci adesso.

 

Sul sito www.unita.tv c’è tutto e senza pubblicità…

Caro Segretario Renzi, ho avuto la fortuna di seguire oggi su Sky la “diretta” dell’assemblea del PD. Ho messo tra virgolette diretta, perché non ho potuto seguire nessun intervento, anche quello di Renzi, perché interrotto più volte da pubblicità commerciale o di programmazioni di spettacoli che vengono dati decine di volte al giorno e che potevano essere risparmiati in una diretta. Mi ricordo che qualche tempo fa, le dirette di assemblee, venivano trasmesse senza pubblicità su Youdem, perché il partito non fa trasmettere questi avvenimenti importanti su un canale libero da pubblicità? La prego, se può, di informare gli organi dirigenti del PD. Grazie dell’attenzione. Un saluto e buon lavoro.

C.Repetti

Caro Repetti, la prossima volta dia un’occhiata a www.unita.tv, c’è lo streaming degli eventi. E ci sono preziose chicche, tutti i giorni.

Ma nemmeno i social network sono il Vangelo

Caro Segretario, Lavia oggi, sui Media, dice cose sacrosante. Personalmente ho incominciato a soffrire dell’effetto urticante dei Talk e come vedi ho abbandonato Repubblica per l’Unità. Mi resta Facebook e Twitter, anche quelli tuttavia, deteriorati proprio dal messaggio televisivo dove è più importante prendere avversari in “castagna” che spiegare le cose e i processi. Non c’è più pensiero e qualche consolazione la trovo nelle analisi e in Articoli come quello sull’Acqua di tempo addietro: un tassello della conoscenza importantissimo che nessuno ha sollevato. Personaggi che hanno gestito lo Stato Italiano nell’ultimo periodo avrebbero forse qualche perché in più da spiegarci. Ho nostalgia di Fazio e di “che tempo che fa”, allora intervistava i responsabili sulle questioni anche internazionali che in fondo sono quelle che condizionano pesantemente il nostro Futuro, mi ricordo quanto fu interessante l’intervista all’ex presidente Polacco per capire i giochi e i condizionamenti nello sfascio dell’URSS. Ti saluto cordialmente.

Gustavo Pasquali (Verona)

Caro Gustavo, anche io ho letto il bell’articolo di Lavia. Quanto ai social network, credo che la soluzione migliore sia usarli con saggezza. Lì dentro c’è un mondo virtuale che non è il mondo reale: possono dare spunti ma non sono il Vangelo! Certo, per comunicare le cose che facciamo sono utilissimi. E anche per ricevere idee, critiche, polemiche, proposte. Ciao. Ps: la nostalgia di Fazio finisce oggi, tranquillo.

Insieme a Padoan vogliamo mettere la flessibilità nella legge di Stabilità

Ciao Segretario, avrei diversi argomenti da sottoporti, per motivare maggiormente il mio coinvolgimento politico, ma quello che mi sta a cuore per me, per noi, in quanto rappresenta la “sopravvivenza” è il tema delle pensioni. Io ho 64 anni, sono una ex partita Iva, dovevo andare in pensione nel 2014 (con il parametro 97), ma all’improvviso il tutto è stato spostato a fine del 2017. A fine del 2014 si sono chiusi i contratti che avevo in essere. La mia vita, la nostra vita è modificata ed il mio standard borghese si è ridotto sensibilmente, si sono ridotti i consumi, i livelli di spesa sanitaria, gli interessi ecc.. Ti confesso che la tua risposta alla lettera di sabato scorso mi ha molto preoccupato. Non conosco il numero delle persone nelle mie condizioni, sia essi dipendenti che a partita Iva che artigiani. Ritengo non sia un problema di numeri, dietro i numeri ci sono persone, famiglie. Perché ritenere questo solo una spesa: abbiamo versato i contributi sia Inps che, alcuni di noi, Enasarco (nel mio caso per 39 anni); abbiamo lavorato onestamente ed onestamente abbiamo pagato le tasse. Perché considerarci alla fine della nostra carriera un peso, perché per sopravvivere dobbiamo utilizzare i nostri risparmi che non provengono dai bond o da investimenti finanziari. Ma Padoan dove pensa che «investiremo» la nostra pensione? Forse non considera che la pensione ci serve per vivere ed immediatamente entrerà nel consumo giornaliero. Non capisco… Non so se leggerai queste parole, ma ti esorto a leggere ciò che contengono, non come sono state scritte. Buon lavoro.

Bruno Cantagalli

Caro Bruno, capisco la tua preoccupazione. Spero che la flessibilità in uscita sia realizzabile già con questa Legge di Stabilità. E ti assicuro che una persona come il Ministro Padoan è tra le più sensibili sull’argomento. Dobbiamo però gestire anche le scelte fatte dai Ministri e dai Governi precedenti. Ti assicuro che cercheremo di farlo con buonsenso e ragionevolezza.

 

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