Il Pd come partito di militanti e iscritti ma anche di elettori

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Ci si è sforzati di rinnovare completamente la segreteria nazionale, ma i territori sono abbandonati a se stessi

Nella fase congressuale del 2013, il Segretario , giustamente, asseriva: “conteranno di più i territori e meno i dipartimenti centrali”. Proprio da questa affermazione bisogna ripartire, iniziare ad attuare quel #cambiaverso (nel partito) che si è sempre pubblicizzato, ma mai messo in pratica. Ci si è sforzati di rinnovare completamente la segreteria nazionale, ma i territori? I circoli pd? Abbandonati a sé stessi. I padroni di circoli con pacchetti di tessere vuote sono ancora lì, con gli opportunisti di professione, e continuano a far danni.

Non c’è bisogno di far analisi, le ultime amministrative lo dimostrano. Un altro grande obiettivo era quello di rottamare le correnti. Mai fatto! Forse sono diminuite (non ci scommetterei), ma esistono e sono il primo male del partito. Servono a cosa? Alla spartizione di cariche e incarichi? Basta! Anche queste fanno perdere di credibilità, di consensi ma soprattutto molte volte, anzi direi spesso, vanno contro gli obiettivi e l’unità.

Compito di un partito politico è saper offrire risposte semplici. Non semplicistiche, non semplificate: semplicemente semplici. Dobbiamo tornare a credere che la dimensione del Pd sia quella di un partito grande, ampio, vincente e democratico. Solo un partito che sappia coinvolgere e convincere e può vincere. Abbiamo il compito di chiedere e mostrare trasparenza, solo così riusciremo a recuperare i consensi. E poi spalanchiamo porte e finestre! Abbiamo spesso dato l’idea di essere interessati a comunicare soprattutto con chi c’era già, con i “gloriosi reduci di battaglie del passato”. Dobbiamo invece parlare a chi c’era, ma anche e soprattutto a chi non c’era, a chi ci sarà, a chi potrebbe esserci.

Molte volte si è escluso chi voleva partecipare. Cosa c’è di più sbagliato se non arroccare un partito? Chi si affaccia alla politica non può essere lasciato solo o considerato terra di conquista, il Pd deve parlargli di persona, deve offrire un percorso di coinvolgimento. Dobbiamo andare casa per casa, far uscire la gente e riportarla a partecipare, a scegliere insieme, a parlare di politica, a stabilire relazioni, a costruire insieme il partito, il territorio, l’Italia, l’Europa. Dobbiamo cancellare il  conservatorismo di chi vorrebbe fare sempre le stesse cose e con le stesse persone.

Vivacchiare non serve a nulla e a nessuno, perché sono cambiati i bisogni anche di chi fino ad oggi ha scelto di votare Pd, credendo in un progetto che, se non si rinnova, non è più un progetto.

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