Il paradosso delle Regioni verdi e delle Regioni al verde

ControVerso
trivelle

Un caso di uso politico e strumentale della giustizia amministrativa

Vi ricordate l’airgun? È una tecnica usata nelle fase di ricerca di eventuali formazioni geologiche che indichino la presenza di giacimenti petroliferi. Una sorta di ecografia che rimanda un’eco che, analizzata, consente di “vedere” che cosa c’è nel sottosuolo. Per poterlo autorizzare le compagnie petrolifere devono chiedere un’autorizzazione al Ministero dell’Ambiente con relativa procedura di valutazione di impatto ambientale.

Se questo Ministero è d’accordo occorre anche il permesso del ministero dei Beni Culturali e infine l’autorizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico. Ma non è finita, perché qualora i risultati fossero positivi per ottenere un permesso di ricerca bisogna rifare tutto l’iter e, se anche la fase di ricerca si conclude positivamente, arriva la parte più dura. Quella che consente l’estrazione vera e propria. Giusto il tempo che serve al figlio appena nato dell’ingegnere che se ne occupa per cominciare a frequentare le scuole elementari. Ma, siccome tutto questo non basta, Regioni e Comuni – tra queste Puglia, Basilicata, Abruzzo, Sicilia e Calabria – hanno presentato decine di ricorsi al TAR. Naturalmente a spese dei contribuenti, salvo lamentarsi per i tagli agli Enti Locali.

Decine e decine di ricorsi tutti respinti. La Puglia è riuscita nell’impresa di farsi bocciare 6 volte. Stiamo parlando di ricerche che avvengono a 20-30 km dalla costa e di una tecnologia che viene usata in tutto il mondo. A che serve tutto questo? A niente se non a dare una pennellata di verde presunto a Regioni e Comuni che pensano così di conquistare qualche voto. Uso politico e strumentale della giustizia amministrativa. Fa piacere invece constatare che in tutti questi casi il Ministero dell’Ambiente si sia comportato correttamente.

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