Il nuovo Mezzogiorno che viaggia veloce e il futuro del tempo che verrà

Sud
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Delle nuove sfide e delle cose già fatte per cambiare il destino del Sud si parlerà giovedì 17 a Matera, nella seconda edizione di #Narrazioni19

C’è un orizzonte diverso per il Mezzogiorno, e questa volta non è solo l’effetto del tramonto sulle acque di Maratea o l’alba su qualche spiaggia dello Ionio.

L’orizzonte nuovo lo raccontano i numeri e le persone che stanno cambiando la storia del Sud. Ce lo dice lo SVIMEZ nel suo ultimo rapporto annuale che parla chiaramente di una crescita significativa e che aumenta il suo valore se paragonata ad altre aree del nostro paese. I numeri sono stati presentati un po’ ovunque, ma conviene ripeterli proprio per rafforzare ulteriormente questo segno più inedito e storico.

Il Sud torna a crescere dopo sette anni con segno meno e avanza di 0,3 punti percentuali anche la crescita del Centro-Nord, attestandosi a +1% nel 2015 rispetto al  +0,7% della restante parte d’Italia. Di questa crescita molta parte spetta all’agricoltura: “L’annata agraria particolarmente favorevole e il turismo che ha beneficiato dell’esplodere della crisi che ancora sta travagliando la sponda Sud del Mediterraneo”, così come l’accelerazione della spesa pubblica dovuta alla chiusura del periodo di programmazione 2007/2013. Dati positivi, finalmente, ma decisamente ancora lontani dall’indicare una netta inversione di tendenza e l’inizio di un percorso di riduzione del differenziale tra il Sud e il resto dell’Italia.

Altro grande driver per lo sviluppo del Mezzogiorno è il settore dei beni culturaliNei territori in cui Pompei non fa più notizie per i crolli ma per le visite (di recente è stato staccato il tre milionesimo biglietto), ed in cui il cinema è tornato a splendere come un tempo succedeva solo a Cinecittà o ad Hollywood, la cultura diventa una nuova importantissima leva per lo sviluppo di queste aree dell’Italia interiore che per bellezza, storia ed umanità non hanno nulla da invidiare a nessuno. A questo va aggiunta anche la prossima sfida del 2019, che riguarda Matera prossima capitale europea della cultura, ma che parla all’Italia intera che non si è più fermata ad Eboli.

Del valore di questa altissima sfida ne ha parlato di recente anche il presidente della Repubblica, Segio Mattarella: “Mi auguro che l’esperienza di Capitale della Cultura sia di buon auspicio anche per Matera 2019, meravigliosa città del Sud d’Italia, che dalla prova della Capitale europea della Cultura deve poter trarre una spinta per uno sviluppo infrastrutturale (anche sul piano della connessione e della diffusione delle tecnologie digitali) e per un rilancio economico e culturale”.

Ci sono quindi tutti gli elementi per cambiare la narrazione del Sud. Ci sono tutte le condizioni per accettare la sfida lanciata dal presidente Matteo Renzi a Napoli, durante l’assemblea nazionale per il Mezzogiorno. C’è chi questa sfida l’ha già accolta da tempo e, con impegno e dedizione, prova a mostrare la parte migliore di questo bellissimo pezzo d’Italia. Esistono già storie di impresa, di scoperte, di uomini e donne, di luoghi e poesie, di poeti e capitani coraggiosi, di sindaci e di buone pratiche di governo locale che costituiscono la spina dorsale del Mezzogiorno positivo. E ci sono le nuove frontiere da superare, i respiri lunghi e gli sguardi più profondi verso un futuro possibile. Di queste nuove sfide e delle cose già fatte per cambiare il destino del Sud segnato dalla geografia, ne parleremo giovedì 17 a Matera, nella seconda edizione di #Narrazioni19.

#Narrazioni19 – edizione 2016 – è il secondo dei cinque appuntamenti annuali di riflessione sulla comunicazione e lo storytelling, per contribuire alla condivisione dei profili ideativi di Matera 2019, all’interno di politiche di sviluppo pensate per la Basilicata, il Mezzogiorno e l’Italia del futuro. Ed è proprio in questo quadro che si articoleranno i diversi panel: si parlerà di nuove frontiere («#SudValley. Mezzogiorno digitale e Industria 4.0: cosa c’è da fare») e di opportunità per l’industria cinematografica («Camera a Sud: politiche, produzioni, territori e visioni dell’industria culturale del Mezzogiorno»). Ma il progresso è possibile solo se sono assicurate sicurezza e stabilità, soprattutto in un’area di frontiera posta tra Nord e Sud del mondo: per tale ragione si parlerà anche di Mediterraneo (con il panel «Al centro del Mare Nostrum. La sfida non più rinviabile della stabilizzazione del Mediterraneo»). indizieremo alle 10 del mattino, a “Le Monacelle” in via Riscatto,  e finiremo la sera con un dialogo su più fronti con il presidente dell Regione Basilicata, Marcello Pittella.

Da Matera torneremo a guardare con più ottimismo e con coraggio al tempo nuovo del Sud, per non fermare il cambiamento necessario per l’Italia intera.

Perché il coraggio, certe volte, è così naturale.

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