Il muro di Colonia

Dal giornale
Colonia

Le femministe tedesche temono che possa alimentarsi la paura per lo straniero

Contro il sessismo e contro il razzismo: questi gli slogan della manifestazione ieri a Colonia contro le aggressioni alle donne tedesche la notte di Capodanno. Facciamo un passo indietro: la sera del 31 dicembre 2015 Angela Merkel nel messaggio di fine anno ai cittadini e alle cittadine per sei minuti ha parlato solo di rifugiati e immigrati, del vantaggio che la Germania potrà trarre da buone politiche di inclusione. Sono vantaggi sociali e vantaggi economici, ma anche «siamo una grande nazione», «siamo una nazione accogliente». Merkel ha ringraziato la solidarietà dimostrata da tutti i tedeschi e le tedesche in occasione dell’arrivo di centinai di migliaia di profughi nei mesi recenti: si parla di più di cinquecentomila, una cifra da capogiro.

La Germania è una nazione non nuova a massicci flussi di immigrati: dopo la seconda guerra mondiale, dopo la guerra in Bosnia, dopo la caduta del muro di Berlino. A qualche ora di distanza dal messaggio della Cancelliera, che in modo audace sfida tutti tenendo il punto sulla sua scelta di accoglienza di profughi, succede l’inimmaginabile. Dove? Nella città più aperta, inclusiva, friendly della Germania: Colonia.

Dove, da qualche mese, è stata eletta sindaca Henriette Reker, aggredita con una coltellata (ha rischiato di morire) il giorno prima delle elezioni da uno xenofobo perché troppo tollerante verso gli immigrati. Un colpo al cuore per tutti i tedeschi e soprattutto per le tedesche.

La notizia delle violenze alle donne tedesche non arriva immediatamente e la polizia di Colonia è sotto accusa perché pare non le abbia difese abbastanza (sottovalutando) e perché nel primo comunicato del primo gennaio ha affermato che tutto è andato bene mentre arrivavano centinaia di denunce di molestie sessuali e tre di stupro, e si erano verificati aggressioni e furti. Il capo della polizia ha addirittura dovuto rettificare che il primo comunicato diceva cose false. Sotto accusa anche i giornali che sono stati quasi silenti fino a quando la notizia ha iniziato a fare il giro del mondo.

I tedeschi a un certo punto si accorgono che è accaduto qualcosa di grave che può essere una miccia accesa in un momento delicato in cui la polemica sui profughi è ancora vivissima. E partono le ricostruzioni: sono immigrati? Sono rifugiati? Sono immigrati, e i rifugiati non c’entrano. Sono probabilmente arabi e nordafricani dediti alla piccola criminalità. In tanti difendono i rifugiati sia nei media sia nel governo e nella politica. Il problema però esiste, attenzione, anzi i problemi oggi sono due: la mancata integrazione di maschi nordafricani e arabi che non rispettano le donne e, come dice la giornalista Hannah Beitzer su la Sud Deutsche Zeitung, il sessismo della società tedesca che è ancora presente e oggi è ritornato alla ribalta in seguito a questo violento episodio.

Le femministe tedesche dicono in piazza «no al sessismo, no al razzismo» perché serpeggia il pericolo che possa alimentarsi qualcosa che nella società tedesca cova da tempo: la paura dello straniero. Per questa ragione il governo con Angela Merkel, il ministro di Grazia e Giustizia e il MInistro dell’Interno sono scesi in prima fila con fermezza, cercando anche di placare le reazioni istintive che certamente ci saranno. Il Ministro di Grazia e Giustizia Maas sospetta che dietro questa vicenda ci sia un’organizzazione e la Polizia con il suo comportamento inefficace e con il numero esiguo di fermi non ha aiutato, ma è anche vero che l’episodio è nuovo e sono tutti spiazzati.

Le questioni sollevate dalle violenze di Colonia sono molte e raccontano un Paese in movimento con tante contraddizioni e inevitabili problemi. Quando si vuole cambiare le resistenze sono molte, e anche gli ostacoli da superare: integrazione, convivenza e vecchi problemi che le società si portano dietro, come il sessismo. Le polemiche non mancano, come quella sollevata dalla sindaca di Colonia che un po’ ingenuamente ha dichiarato che le donne dovrebbero stare a un metro di distanza da persone sospette. Certo, è ciò che si insegna nei corsi di autodifesa e lei di recente ha rischiato di morire, ma in tanti le hanno risposto anche ironicamente con un hashtag #einearmlaenge che le donne devono continuare a fare quello che vogliono. La prova del fuoco per la sindaca, per le donne e per Colonia sarà il 4 febbraio quando si aprirà ufficialmente il famoso Carnevale di Colonia che ospita più di un milione di persone e tradizionalmente è aperto dalla Weiberfastnacht (il carnevale delle donne). La mattina del 4 febbraio la sindaca consegna le chiavi della città alle donne e Colonia si mette nelle loro mani. Da sempre è così e quest’anno sarà ancora più significativo. Maria Latella ieri su Il Messaggero invitava tutte noi ad andare a Colonia il 4 febbraio. Sono certa che le tedesche saranno tantissime, più degli altri anni. E se per una volta li invadessimo noi?

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