Il Movimento 5 Stelle si è fermato a Quarto

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quarto rosa capuozzo

Il M5S è morto a Quarto perché ora, per gli italiani, in quel “siete tutti uguali” ci stanno anche loro

6 Gennaio 2016, l’Epifania. Una data simbolo, perché da ieri le gambe del Movimento 5 Stelle si sono fermate a Quarto, comune di 40.000 abitanti nel napoletano.

Sono un garantista convinto, ma non posso rimanere inerme davanti a ciò che sta accadendo in uno dei pochi municipi governati dai grillini. Le intercettazioni pubblicate da “La Stampa” mi hanno rabbrividito. Quella frase “hanno vinto, adesso rispettino gli impegni” ci ha ricordato tempi bui della nostra Repubblica.

La corruzione c’è, non solo al sud sia chiaro, e si scorge anche nel cielo pentastellato. Anni passati a pronunciare la parola “onestà”, quasi fosse un principio caro solo al Movimento di Beppe Grillo, come se fossero gli unici a fare politica con senso di responsabilità e rigore morale. Hanno fondato le basi stesse del loro partito, le fondamenta del loro essere movimento, su una presunta biodiversità che li rendeva immuni da ogni tentazione e liberi dal male. I “puri” in un mondo di impuri, i migliori, gli integri, quelli senza macchia, gli incorruttibili.

Nel 2012 Beppe Grillo si affrettava a cacciare Federica Salsi, consigliera comunale a Bologna, per una comparsata in TV, oggi l’omertà regna sovrana dopo lo scandalo di Quarto: nonostante siano passate parecchie ore nessuno del direttorio ha chiesto ancora lo scioglimento del Comune, come se il concetto di trasparenza e pulizia fosse ascrivibile ai casi altrui e non attribuibile in casa propria.

Di Maio, che proprio da Quarto puntava il dito contro il PD per lo scandalo di Mafia Capitale, Di Battista, Grillo e Casaleggio sanno che ormai sono finiti del dirupo.

Sono consapevoli che il 6 Gennaio 2016 è morto il senso stesso del Movimento 5 Stelle.

Perché purtroppo ora, agli occhi degli italiani, in quel “siete tutti uguali” ci stanno anche loro.

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