Il motore della nuova edilizia

Infrastrutture
Stylish modern apartment block with softwood cladding detailing

Se non riparte l’edilizia, la nuova moderna edilizia, la ripresa sarà più lenta. È una verità, soprattutto in questa fase di ripresa della nostra economia, dopo otto anni di segni negativi che hanno colpito migliaia di piccole e medie aziende edili e un indotto che ha potenzialità di crescita straordinarie. Per rilanciare il settore, siamo […]

Se non riparte l’edilizia, la nuova moderna edilizia, la ripresa sarà più lenta. È una verità, soprattutto in questa fase di ripresa della nostra economia, dopo otto anni di segni negativi che hanno colpito migliaia di piccole e medie aziende edili e un indotto che ha potenzialità di crescita straordinarie.

Per rilanciare il settore, siamo impegnati su più fronti contemporaneamente. Il caso Volkswagen, ad esempio, mette al centro il tema delle emissioni ma in primo piano – su questo stesso tema – c’è anche l’efficienza energetica delle nostre abitazioni. Stiamo lavorando non solo per consentire nella prossima legge di stabilità la conferma degli sgravi collegati all’efficientamento energetico e alla riqualificazione delle abitazioni, ma di potenziarli. Queste misure negli anni sono servite in funzione anticicilica su un doppio binario.

In primo luogo hanno consentito ai privati di poter investire su un proprio bene primario, la casa, per renderla più efficiente e per consentire il risparmio energetico, abbattendone le spese del 50% nel caso di ristrutturazioni e del 65% nel caso di ristrutturazioni energetiche. In secondo luogo, hanno consentito ad un settore economico in grave crisi una ripresa di attività, che è valsa la sopravvivenza di molte aziende e l’occupazione di molti operai e artigiani. In terzo luogo, ha consentito allo Stato maggiori entrate in termini di gettito Iva.

Un classico meccanismo “winwin”, come si usa dire, che ci induce a ribadire che è da qui che occorre ripartire anche per il 2016. In questi giorni sono in corso verifiche non solo per la conferma ma per l’ampliamento dell’ecobonus, in particolare per la misura risultata più efficace in termini di miglioramento e riqualificazione ambientale, anche per il patrimonio di edilizia residenziale pubblica e in altri ambiti dove è necessaria una manutenzione straordinaria.

Penso, ad esempio, ai condomini, soprattutto a quelli costruiti nell’epoca del boom edilizio e che oggi non rispondono più ai necessari requisiti di sostenibilità di un abitare moderno. Per i condomini consideriamo il modello delle “esco”, le energy saving company, in grado di promuovere più intensamente la rigenerazione urbana. È un obiettivo non solo economico, ma di qualità delle città nel segno della rigenerazione urbana, della vita e delle relazioni nelle nostre comunità.

Vedi anche

Altri articoli