Il miraggio della libertà di stampa

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Il Vaticano è in Italia ma non è l’Italia: da un bel po’ di tempo è uno stato autonomo con una giustizia autonoma

Fra trenta e cinquanta giornalisti sarebbero sotto protezione per minacce e tra i più bersagliati ci sarebbero quelli che indagano su corruzione e organizzazioni criminali. Le fonti sono italiane. Sono espressamente citati i casi di Vatileaks (uno e due) con l’aggiunta della seguente esplicita dichiarazione: “In Vaticano è la giustizia che se la prende con la stampa”, “ due giornalisti rischiano otto anni di carcere per la pubblicazione di libri che rivelano gli sperperi finanziari della Santa Sede”.

Secondo questi dati l’Italia perde quattro posti nella classifica sulla libertà di stampa che pubblica annualmente “Reporters sans Frontieres”, passando dalla già non lusinghiera 73° posizione alla 77°. In Europa di dietro di noi solo Cipro (81°), Grecia (89°) e Bulgaria (113°). Per l’organizzazione internazionale, che ha sede in Francia, sono peggiorate in tutto il pianeta, le condizioni di lavoro dei giornalisti, tanto che il segretario generale dell’organizzazione sostiene che “tutti gli indicatori della classifica mostrano un deterioramento.

Molte autorità pubbliche lavorano per recuperare il controllo dei loro Paesi e temono che il dibattito pubblico sia troppo aperto”. Ci sarebbe, insomma, una sorta di paranoia globale “contro il legittimo esercizio del giornalismo”. Il Vecchio continente – Italia e Grecia escluse- è considerato l’area in cui i media sarebbero più liberi e tra i “paesi in” spiccano, per buon giornalismo ci sono la Finlandia, l’Olanda e la Norvegia. Sento puzzo di stereotipo.

Non se la passano bene nemmeno i colleghi d’Oltralpe che sono in discesa libera, ormai al 45° posto ( meno sette posti): in questo caso la casa sarebbe da ricercare nello stato d’emergenza che ha fatto seguito agli attentati di Parigi. L’Europa è seguita dal Nuovo continente, l’Africa, che se la passa meglio dell’America, per la violenza del Sud America. L’Asia invece continua ad essere il continente buon ultimo in classifica.

Nulla da dire: l’orizzonte resta grigio, in particolare per noi. Urgono rimedi e confronti. Con qualche piccola notazione ai pignoli estensori del rapporto: il Vaticano è in Italia ma non è l’Italia: da un bel po’ di tempo è uno stato autonomo con una giustizia autonoma. Siccome di colpe ne abbiamo già tante, ci siano almeno risparmiate quelle degli altri. Non lo dico per guadagnare qualche posto in classifica.

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