Il merito di nascere ricchi

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E’ evidente che con i soldi non ti compri né il buon senso né il buon gusto

Da sempre è evidente che la forma di ingiustizia più grande è costituita da dove, come e da chi si nasce. Nord o Sud del mondo, nero o bianco, da famiglia ricca o povera, sano o malato. È la più grande, perché del tutto casuale ed è rimediabile solo a prezzo di grandi sforzi che sono risparmiati a chi nasce dalla parte giusta. Uno degli scopi delle società che aspirano alla giustizia è proprio quello di fornire a tutti i mezzi per superare questo stato “originario”, consentendo loro “pari opportunità”.

La cosa non sembra essere capita, anzi, dai 4 rampolli di famiglie facoltose che hanno recentemente esibito la loro ricchezza e gli sprechi che la accompagnano sulla tv pubblica. Cattivo gusto a tutto spiano a dimostrazione che con i soldi non ti compri né il buon senso né il buon gusto.

Ma, a parte questo, dicono i giovanotti e le ragazze in questione che non hanno nulla di cui vergognarsi perché quella ricchezza è frutto del lavoro delle loro famiglie. Sarà così, ma quello che non capiscono, è proprio che loro non hanno alcun merito per questo e, vista la loro giovane età, nemmeno hanno a ciò contribuito in minima parte.

Posso capire l’orgoglio di chi, partendo da zero, vede il suo benessere conquistato come un merito per il lavoro fatto. Ma un ventenne che utilizza una montagna di soldi datagli dal babbo come paghetta che diritto ha acquisito? Una nobildonna italiana tempo fa rispose alla domanda dell’intervistatore che le chiedeva se conoscesse qualche povero chiedendogli: «Lei, intende dire qualcuno che deve lavorare per vivere?».

Ecco siamo da quelle parti. Per fortuna negli stessi giorni Bill Gates, probabilmente l’uomo più ricco al mondo, spiegava che intendeva lasciare ai propri figli non più del 5% de suo patrimonio e destinare il resto alle iniziative benefiche che da tempo promuove insieme alla moglie. Certo anche quel 5% è una bella sommetta, ma chiudiamo volentieri un occhio. Una sola cosa non hanno detto quei 4 ragazzi: «Sono stato molto fortunato e spero di meritarmi con il mio lavoro e il mio comportamento tutto questo».

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