Il M5S non ha occhi per lo sviluppo. Lo dimostra il Patto per la Sicilia e ciò che ne ha fatto Bagheria

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Il nostro territorio ha fame di lavoro e negare l’uso degli strumenti che portano il cambiamento e il benessere è una responsabilità storica di questa amministrazione

I periodi di programmazione agganciati alla Comunità Europea hanno una durata temporale di sette anni, durante questo tempo utile si debbono raggiungere gli obiettivi che i territori hanno individuato, se coerenti con le Politiche di Sviluppo Nazionali e Regionali.
In questa chiave ogni territorio ha la necessità di strutturare un vero e proprio sistema locale di programmazione, in cui innescare le proprie azioni/progetti a supporto delle sviluppo del territorio: opere pubbliche, servizi a rete e sistema, aree di insediamento, facilitazione amministrativa e procedurale e altro ancora ; in pratica il proprio marketing territoriale.
Tale percorso per Bagheria è segnato anche dalla normative europee vigenti. L’accordo di Partenariato, infatti già a settembre del 2014, ha definito le prime linee sugli strumenti di programmazione per area vasta. Con la deliberazione regionale 274 del 04/08/2016 l’ITI (Investimento Territoriale Integrato) è una realtà che ci vede direttamente interessati insieme con la Città Metropolitana Palermo.
L’ITI è lo strumento suggerito in questo periodo di programmazione per intervenire su un perimetro territoriale definito in funzione di specifici obiettivi da raggiungere. L’ITI permette di integrare priorità appartenenti a obiettivi strategici di diversa natura declinati tra le linee di finanziamento differenti e di incrociare le potenzialità di più di un Programma.
Ad oggi la politica locale non ha posta alcuna attenzione a questo strumento, la prova è che non si sono organizzati tavoli di concertazione, non è stato aggiornato il piano triennale delle OO.PP., non si avviato alcun tavolo tecnico istituzionale con i comuni vicini (magari nell’ambito del Piano di zona) per individuare interventi strategici per servizi sovralocali che Bagheria che ha l’obbligo di sviluppare, ancora non si avviato nessun piano di integrazione degli interventi con il Comune di Palermo.
La conferma ulteriore della assoluta e totale distrazione sui temi dello sviluppo locale e della programmazione da parte del comune di Bagheria è stato il risultato che questa amministrazione ha maturato in termini di finanziamento nel programma Patto per la Sicilia. 5 Miliardi e 750 Milioni di euro messi a disposizione ed un solo intervento finanziato per il comune Bagheria: Centenario di Renato Guttuso itinerari culturali multimediali 1.468,500,97.
Questo l’unico risultato che si è saputo concretizzare e così ad occhio e croce ritengo che si tratti di un progetto ereditato sul quale hanno lavorato risorse umane non organiche alla compagine amministrativa del M5S.
Per capire quanto indietro siamo, rispetto alla competizione dello sviluppo locale, bisogna vedere cosa hanno avuto finanziato città paragonabili (almeno per popolazione) alla nostra Bagheria.
Fatte salve le 9 ex provincie, Bagheria è la 4° città più popolosa della Sicilia, dopo Marsala, Gela, Vittoria.
Il comune di Termini Imerese con 40 mln e Gela con 60 mln essendo aree di crisi hanno avuto un interessante plafond, grazie alla individuazione per l’appunto di area di crisi (come se il nostro territorio non lo fosse e non potesse essere proposto come tale).
Il comune di Marsala ha avuto finanziati 36 mln, il comune di Vittoria 11,3 mln.
Continuando a scorrere la lista vediamo comuni più piccoli, come ad esempio Augusta con 50 mln di finanziamenti, comuni ancora più piccoli come Mascali con 25,5 mln.
Ai lettori le considerazioni.
La nostra città è fanalino di coda nel lungo elenco dei progetti finanziati dal programma.
Una prima obiezione che, non sapendo di cosa si parla, potrebbe essere sollevata è che la nostra amministrazione è impegnata a risolvere emergenze ben più gravi e non ha tempo per pensare ad una programmazione di progetti di cui non abbiamo bisogno.
Eppure questa considerazione è talmente sbagliata che basta leggere l’elenco dei temi dei progetti finanziati per capirlo da soli e con semplicità.
I temi dei progetti finanziati riguardano : la gestione dei rifiuti,  la gestione dell’acqua pubblica le fogne, il potenziamento dei depuratori, riqualificazione urbana, recupero ambientale, i trasporti nella città, servizi di rete alle imprese e strutture di servizio locale, le aree di insediamento produttivo, la valorizzazione dei beni culturale storico-ambientale espresso dal territorio, ecc…
Evidentemente per qualcuno non abbiamo bisogno di nulla di tutto ciò o forse non si ha una idea di come avviare una seria programmazione, delle due l’una.
Bagheria, purtroppo è difficile e brutto dirlo, ma è così, ha in corso una deriva territoriale, caratterizzata da una progressiva negazione di servizi (anche primari) e da uno scenario di decadimento amministrativo complessivo con una conseguente perdita di attrattività del territorio e depauperamento complessivo dello stesso.
La condizione attuale è quella di una conclamata ed evidente regressione sui parametri di sviluppo e il rischio presente e imminente è di un ulteriore peggioramento complessivo del sistema locale.
Una vera e propria deriva, che dipende in primo luogo, da una assenza di strategia di insieme che tenga conto dei vari attori locali e degli strumenti disponibili e utili a creare le condizioni di sviluppo del territorio. I bilanci comunali ormai asfittici e privi di una politica di spesa, sono diventati strumenti tecnici obbligatori, necessari non più ad una programmazione economica dei servizi e degli interventi, bensì ad una rendiconto in cui le voci di spesa sono certe e tante, concentrate quasi esclusivamente in personale, partecipate e simili, ed le entrate sempre più incerte.
Sempre che questi bilanci siano approvati, perché ad oggi questo non avviene.
Insomma abbiamo perso una grandissima occasione, veramente unica ed irripetibile e di questo la classe politica che oggi amministra deve certamente rendere conto si cittadini e deve prendersi le sue responsabilità.
Noi cerchiamo, come sempre abbiamo fatto, di essere propositivi e costruttivi anche perché ci sono temi sui quali dovremmo tutti imparare a mettere da parte le nostre divisioni politiche e cercare di lavorare nell’interesse del nostro territorio. Di fronte a servizi che vanno via ( tribunale,agenzia entrate e altri che vogliono andare) , di fronte a servizi che mancano ( trasporto pubblico,ecc…) di fronte alla drammatica situazione che vivono le nostre scuole costrette ad ospitare con difficoltà i nostri bambini ebbene la politica dovrebbe trovare la forza di collaborare. Questo purtroppo chi amministra non lo ha ben chiaro.
Andiamo alle proposte.
Ormai è divenuta opinione acclarata e comune che le disponibilità economiche per i servizi e opere pubbliche non sono più da ricercare nell’ambito di strumenti ordinari, quanto piuttosto in una strutturazione organizzata di servizio che garantisca competitività all’ente e attrattività dei fondi Europei indiretti afferenti ai vari programmi multilivello (P.O., PON, ecc) e ad una partecipazione diretta e trasparente del privato.
I fondi europei, intervenendo in modo straordinario, dovrebbero creare le condizioni per una fase di rilancio del territorio, secondo logiche non di tipo assistenzialistico ma bensì di economia che crea reddito, in funzione di un miglioramento del livello di vita del cittadino. Sono ormai da diversi anni queste le uniche fonti di finanziamento disponibili per fare una politica di sviluppo locale.
L’adozione di una politica di programmazione per lo sviluppo, che tenga conto non solo di Bagheria ma che includa anche il comprensorio nei limiti dell’area metropolitana, impone studi programmatori finalizzati alla scelta degli interventi convergenti, utili a sviluppare sinergie tra i sistemi di interesse pubblico e privato. Occorre farlo.
Non avere uno scenario di crescita che sia credibile, economicamente sostenibile, compatibile con le politiche ambientali, condiviso con la popolazione locale e che sottenda ad una visione di sviluppo concretamente perseguibile, lascia i territori, gestiti dalle singole amministrazioni locali, ad una conduzione localistica caratterizzata da una espressione di emergenzialità e contingenza.
L’Ente Locale deficita, conseguentemente, del principio di credibilità in quanto mancante del coordinamento delle azioni di sviluppo tra i vari soggetti territoriali che dovrebbero essere spinti da azioni di sussidiarietà e complementarietà sul territorio.
Effettivamente è questo l’obiettivo ultimo della programmazione d’area vasta.
Manca il coordinamento sovralocale, questo porterebbe ad un complessivo miglioramento dell’utilizzo delle risorse locali strutturando, grazie alla organicità di soggetti e quindi di strumenti, opportune risposte per il territorio comprensoriale.
Così come si sta agendo in questi mesi le logiche che sottendono la scelta di un intervento da proporre a finanziamento o la definizione dei soggetti di governance locali, rispondono ad esigenze particolaristiche e autoreferenziate che declinano una intesa a ribasso tra gli amministratori, gli uffici tecnici.

Nel Patto per la Sicilia sarebbe stato interessante trovare progetti come lo svincolo di Bagheria, il depuratore, l’ICRE, il recupero e la riqualificazione dei tanti beni confiscati, il completamento dell’area PIP, la mare monti, il recupero del parco di monte catalfano comprendendo anche le cave, il recupero del lungo mare ad Aspra.
Sono questi alcuni esempi degli interventi di cui Bagheria ha realmente bisogno e che servirebbero ad un territorio molto più vasto della nostra città.
Le varie difficoltà che Bagheria e il suo hinterland ha visto sorgere nell’ultimo quinquennio e che hanno portato ad una distrazione di risorse e interessi dal tema dello sviluppo locale sono diretta conseguenza e connaturata assenza di una visione di insieme, una mancato livello intermedio di pianificazione a cui affidare la regia e il coordinamento della azione sul territorio. L’annoso e ancora non risolto problema dei rifiuti, lo squilibrio economico dei bilanci, l’assenza del PRG, sono innegabilmente i nodi con i quali la Politica locale oggi si confronta.
I percorsi programmatici di sviluppo non possono essere approntati sulla indeterminatezza ma necessitano di un continuo approfondimento e studio, competenza e organizzazione.
Le scelte sono state di un apparente consolidamento del ruolo “autoreferenziale”, comprovato dal potenziamento,finto,di strutture tecniche interne al comune dedicate alla programmazione e allo sviluppo locale.
Occorre invece recuperare questa visione vasta e attrezzare, come da tempo sosteniamo, un gruppo di progettazione che lavori in sinergia con il resto del territorio e quindi una cabina di regia comprensoriale.
Il tema è di centrale importanza, per il ruolo che Bagheria intende ritagliarsi nelle dinamiche di specializzazione del territorio dell’area Metropolitana.
Due elementi di elevata polarizzazione ci vedono direttamente interessati e non possiamo esimerci dal ponderarli e valutarne le dirette conseguenze : l’area metropolitana di Palermo e l’interporto di Termini Imerese. Due elementi che dal punto di vista dello scenario e conseguentemente dalla strategia di sviluppo sono elementi fortemente determinanti, oggi anche per noi.
Le logiche discendenti possono intraprendere una dinamica di integrazione tra interventi che vede la supplementarietà e la complementarietà come elementi di forza per l’integrazione della azioni di sviluppo locale o in contrapposizione una dinamica volta alla marginalizzazione e all’effetto “trascinamento”.
Occorre ripartire da subito individuare strategicamente quei settori in cui è ancora possibile un trend di crescita per il nostro territorio, a partire da una maggiore mobilitazione di risorse pubbliche e private attraverso gli investimenti congiunti. Per far ciò occorre mettere su la squadra di progettazione e avere una collaborazione ed una regia che comprenda i Comuni del nostro comprensorio.
Il nostro territorio ha fame di lavoro e negare l’uso degli strumenti che portano il cambiamento e il benessere è una responsabilità storica di questa amministrazione che nega oggi ogni possibilità di sviluppo e fiducia nel futuro.

 

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