Il Jobs Act funziona, lo dicono i numeri

Economia
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Lo sbandierato calo degli occupati nel mese di luglio riguarda solo i lavoratori indipendenti (meno 68mila), mentre i contratti stabili hanno fatto registrare una leggera crescita (più 6mila)

Ogni volta che l’Istat diffonde le proprie stime preliminari sul mercato del lavoro, ecco che – con la stessa puntualità del Festival di Sanremo – partono le polemiche e le strumentalizzazioni di chi si attacca a ogni minima variazione congiunturale per sparare contro il Jobs Act. Uno spreco di inchiostro e di meningi, francamente, meritevole di miglior causa. E visto che le strumentalizzazioni sono come le ciliegie, una tira l’altra, il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, ha pensato bene di aggiungere alle solite sparate contro le “leggi che piacciono solo alla Germania e alla Banca Centrale Europea” (concetto che dovrebbe spiegare alle centinaia di migliaia di precari e disoccupati che nel frattempo hanno trovato un lavoro stabile) una serie di strumentalizzazioni del tutto fuori luogo sul terremoto. Ma guardiamo ai numeri e non alle acrobazie logiche dei politicanti. e stime mensili sul mercato del lavoro pubblicate dall’Istat confermano l’efficacia del Jobs Act.

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