Il Grande Saggio, la Novità, il Ribelle e l’Eroe Civile: ecco le primarie di Napoli

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Alla fine, chiunque vinca le primarie, il Pd, a Napoli, starà sicuramente meglio di alcuni mesi fa quando ancora non si sapeva neppure quando e se si sarebbero tenute

Alla fine, chiunque vinca le primarie, il Pd, a Napoli, starà sicuramente meglio di alcuni mesi fa quando ancora non si sapeva neppure quando e se si sarebbero tenute. Merito del Grande Vecchio, don Antonio Bassolino da Afragola che le ha tenacemente volute; merito dei suoi avversari che non hanno temuto di sfidare il carisma di un leader ancora molto popolare nella città. Vediamo allora lo storytelling dei Quattro Cavalieri (anzi, tre Cavalieri e un’Amazzone) della disfida napoletana.

Antonio Bassolino, 67 anni, ma fisico e fiato da maratoneta, si presenta come Il Grande Saggio che torna nel momento del bisogno di una città stremata e spinta dall’attuale sindaco in una condizione di isolamento e contrapposizione con il governo dal quale tuttavia dipendono ingenti risorse per il risanamento della città. Infatti la prima cosa che farebbe da sindaco, ha detto Bassolino, sarebbe quello di chiamare il premier e suoi ministri a discutere del futuro della città. Se sarà lui a vincere, le carte principali che giocherà contro il sindaco uscente saranno quelle dell’autorevolezza e dell’esperienza.

La principale sfidante, Valeria Valente, quarantenne, deputata, di provenienza bassoliniana (“ma qui so’ tutti figli miei” ha detto celiando ma neanche troppo, don Antonio) si presenta come La Novità: è giovane, è donna, punta a rappresentare una rottura generazionale nei confronti di Bassolino ma anche nei confronti di De Magistris, ormai sulla scena politica da quasi un decennio. La sua priorità: la riqualificazione delle periferie.

Marco Sarracino, 26 anni, capo dei giovani democratici napoletani, è Il Ribelle: è l’unico tra i quattro a dirsi esplicitamente alternativo a Renzi. Molto attivo e disinvolto dice ai giovani che quel che voglio se lo devono prendere e quindi devono rischiare in prima persona. La sua priorità ha una forte valenza simbolica: l’abbattimento delle Vele di Scampia, come metafora della cancellazione della Napoli negativa.

Antonio Marfella si presenta come l’Eroe Civile: medico, impegnato nella lotta al degrado nella Terra dei Fuochi, è sostenuto dai socialisti e da associazioni civiche. La sua priorità? La lotta alla droga, non soltanto in termini penali, ma con un piano di educazione e prevenzione.

Devo confessare che alcune settimane fa non immaginavo che le primarie napoletane potessero riservare la sorpresa di una competizione vera, almeno dal punto di vista della narrazione: quattro candidati dai profili molto diversi, ognuno con un suo profilo che può parlare a un pezzo di elettorato e rappresenta un’idea di città.

Detto questo, chi vincerà dovrà poi correre alle elezioni vere rianimando un partito che a Napoli l’ultima volta ha vinto con Rosa Russo Iervolino e affrontare, se arriverà al ballottaggio, un sindaco uscente che ha come suo vantaggio principale la presa sull’elettorato grillino ancora scosso dall’affaire Quarto, mentre il Pd è scosso dal coinvolgimento di un suo esponente in una vicenda di voto di scambio a Casavatore, a pochi chilometri dal capoluogo campano.

Sotto la contesa elettorale ribollono i drammatici problemi di una città che vive una crisi drammatica: disoccupazione al 24,6%, disoccupazione giovanile attorno al 60%. I tassi di povertà, secondo la Svimez sono al 37.7% : ad essere spinti verso la soglia della povertà, come spiega la Caritas, sono sempre più gli italiani, che ormai rappresentano il 60% di coloro che si rivolgono alle sue sedi per avere aiuto. Per lo più si stratta di famiglie numerose. La criminalità, soprattutto giovanile, è esplosa in una guerra tra le baby-gang che sta insanguinando la città e che affonda le sue radici in uno stato di abbandono: tasso di evasione scolastica al 22%., una gran parte dei 130.000 minori in condizioni di povertà assoluta censiti da Save The Children in Campania. Da lunedì mattina, chiunque avrà vinto dovrà pensare a come coinvolgere e risollevare una città che guarda alla politica con distacco e poche speranza. Una forte partecipazione alle primarie sarebbe un buon punto di partenza.

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