Il grande “patto della paura” M5S-Lega

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Beppe Grillo in occasione della prima del suo nuovo spettacolo  "Grillo vs Grillo" al teatro Linear Ciak di Milano, 2 Febbraio  2016. 
ANSA / MATTEO BAZZI

La crescente convergenza fra Grillo e Salvini ha avuto una accelerazione

Davide Casaleggio può anche affannarsi a smentire la notizia dell’incontro con Matteo Salvini, come ha fatto questa mattina con l’aggiunta delle solite contumelie contro la stampa italiana.

Francamente è una smentita poco interessante, così come non era clamorosa la notizia pubblicata da Repubblica (peraltro confermata dal direttore Mario Calabresi).

L’eventuale incontro tra l’erede Casaleggio e il capo leghista non aggiungeva niente alla sostanza di una convergenza politica e culturale tra Lega e M5S che è di fronte agli italiani da molti mesi e che negli ultimi giorni ha conosciuto una rapidissima accelerazione.

Ben prima che la botta patita dai Cinque Stelle alle amministrative spingesse Grillo a suonare i toni del razzismo securitario, quegli stessi toni erano stati usati al vertice da Luigi Di Maio nella polemica contro le Ong e da numerosi comprimari che ai livelli più bassi della militanza grillina si muovono come esponenti della destra populista.

D’altra parte il mito di un “grillismo di sinistra” poteva funzionare anni fa, nelle fasi iniziali dell’ascesa del movimento quando poco si conosceva dei suoi contenuti, e può ancora funzionare in chiave anti-Pd in alcuni ambienti estremamente minoritari del professionismo politico (vedi alla voce Mdp), ma non ha da tempo più alcun fondamento se si guarda al reale posizionamento politico M5S.

Questo naturalmente non significa che tra gli elettori di Grillo non vi siano molti ex elettori di sinistra, ma un qualunque osservatore neutrale della geografia politica italiana non può che collocare il Movimento Cinque Stelle a destra (è infatti quello che capita regolarmente nelle corrispondenze dall’Italia dei quotidiani stranieri).

E dunque, perché Casaleggio  si affatica tanto a smentire l’incontro con Salvini?

Perché il Movimento Cinque Stelle non può rinunciare tanto facilmente al doppio registro usato ormai da anni nei confronti degli italiani: con una mano afferma che i propri parlamentari si riducono lo stipendio, con l’altra utilizza i fondi pubblici per sostenere reddito e attività politica dei propri parlamentari; con una mano sostiene di battersi contro corruzione e malaffare, con l’altra si rifiuta anche solo di emendare i provvedimenti che il Parlamento adotta per contrastare concretamente corruzione e malaffare; con una mano si finge estraneo a qualunque prospettiva di alleanza con altre forze politiche, con l’altra lavora da mesi ad una prospettiva di governo che preveda un’alleanza di fatto con Lega e Fratelli d’Italia.

La sostanza di un’alleanza tanto negata a parole quanto confermata dai fatti si gioca sulla pelle degli italiani, oltre che su quella dei migranti e delle minoranze etniche, nel nome di un “patto della paura” che non fornisce alcuna soluzione concreta al bisogno di sicurezza dei cittadini ma scommette sulla moltiplicazione delle tensioni e del malcontento. Lo stile più puro del populismo razzista e antieuropeo, di cui Lega e Cinque Stelle sono i legittimi rappresentanti italiani.

 

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