Il giornalismo di Travaglio: il “tesoro di Napoli” vale, lo spionaggio di Casaleggio no

Il Fattone
Gianroberto Casaleggio questa sera presso l'auditorio Gaber, all'interno della sede del consiglio della regione Lombardia, in occasione di un incontro pubblico fra il Movimento 5 Stelle e il sindacato di polizia, Milano, 12 dicembre 2014. ANSA / MATTEO BAZZI

La Pravda grillina gonfia il caso delle primarie e ignora la spy story

Dunque, ricapitoliamo: in un paio di seggi di Napoli due consiglieri del Pd hanno dato un euro ad alcuni cittadini perché votassero alle primarie. E che hanno fatto questi due o tre elettori del prezioso tesoro intascato? Sono entrati nel seggio, hanno sottoscritto un euro per il Pd e hanno votato, forse per la Valente, forse per Bassolino: le telecamere di Fanpage non ci hanno mostrato le schede compilate.

In un’altra sequenza, si vede un attivista indicare ad un’elettrice il nome della Valente su un manifesto: non la sta minacciando, non le sta offrendo dei soldi.

Un altro video ci mostra un ex dirigente locale di Forza Italia, passato poi a Scelta Civica, e un ex candidato alla municipalità nelle liste del partitino di Totò Cuffaro, impegnati ai seggi.

Tutto qui? Tutto qui. Imprestare un euro ad un elettore, che lo restituirà dopo pochi minuti, potrà ridurre l’incasso del Pd napoletano, ma certo non è voto di scambio. E due attivisti locali di due partiti di centrodestra in disarmo che passano al Pd potranno scandalizzare qualche purista della coerenza, ma d’altro canto confermano il senso delle primarie: allargare la partecipazione al di fuori dei recinti di partito.

Per Marco Travaglio, invece, si tratta dell’ulteriore dimostrazione che il Pd renziano è un covo di farabutti. E fin qui ci possiamo stare: il Fatto è la Pravda del M5s e legittimamente picchia sull’unico avversario in campo.

Pagine e pagine sono dunque dedicate agli insulti: “Forza Italia e Verdini portano voti al Pd”, “La Procura indaga le primarie” (non è vero, ma che importa), “Piccoli capibastone di destra e sinistra passati al renzismo”, “Renzi, il sud e i cacicchi: i voti che non puzzano mai”.

Ma Travaglio si spinge oltre: i fatti di Napoli, sostiene nell’editoriale, assolvono il M5s dallo scandalo di Quarto, che anzi non è affatto uno scandalo, ma, al contrario, un esempio di pulizia interna e di specchiata onestà esterna. Oggi ci sentiamo generosi, e vogliamo passargli anche questa castroneria.

In cambio, vorremmo però conoscere l’opinione di Travaglio sullo spionaggio delle email private dei deputati grillini da parte della Casaleggio Associati.

Per aiutarlo a farsi un’idea, saremo felici di inviargli gratuitamente le fotocopie degli articoli apparsi negli ultimi cinque giorni su tutti i giornali italiani: è un gesto doveroso, visto che sul Fatto non troverebbe traccia dell’accaduto.

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