Il Giornale sceglie il gadget dell’omino con i baffi

ControVerso
Il Giornale newspaper is seen on sale in a newsstand with Hitler's "Mein Kampf", in Rome Saturday, June 11, 2016. The conservative Milan daily Il Giornale
 has published Hitler’s political manifesto ‘’Mein Kampf,’’ angering Italy’s premier and the tiny Jewish community. (AP Photo/Fabio Frustaci)

Nessuno dei lettori che sceglieranno di acquistare il Mein Kampf si spingerà oltre il titolo o al massimo qualche pagina il Mein Kampf

Onestamente non saprei come definire la scelta de “il Giornale” di allegare al quotidiano il Mein Kampf di Adolph Hitler. Si tratta di un volume quasi illeggibile, barboso, scritto male, cervellotico. Non credo che nessuno dei lettori che sceglieranno di acquistarlo si spingerà oltre il titolo o al massimo qualche pagina. L’unico interesse, oggi, di questo volume è per gli storici che studiano le radici teoriche del nazismo. Lo stesso Mussolini, che lo fece pubblicare in Italia, lo definì all’epoca «un mattone leggibile solo da pochi».

La Comunità ebraica ha protestato vivacemente e c’è da capirla, visto che uno dei punti di quell’opera era proprio l’annuncio di un programma di sterminio degli ebrei, divenuto poi la più tragica realtà del ’900. Non convince la spiegazione fornita dal direttore del Giornale , seconda il quale è sempre bene conoscere il nemico e le radici del male.

I pericoli che corrono oggi le democrazie europee sono ben altri. Personalmente penso anche che sollevare rumore intorno a scelte come queste sia solo controproducente e di aiuto all’unico obiettivo che si pone il Giornale: un po’ di pubblicità. Ho anche dubbi, lo confesso, sul fatto che possa essere definito come reato sanzionato dalla legge il cosiddetto “negazionismo”, cioè la negazione dell’effettiva realtà di un evento storico noto, conosciuto e incontestabile come lo sterminio degli ebrei durante la seconda guerra mondiale. È vero che molti altri Paesi lo contemplano, ma lo sdegno e l’emozione non dovrebbero mai confondersi con la repressione giuridica delle opinioni. Cosa di cui per altro non c’è alcun bisogno.

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