Il Fatto tifa Parisi (e Berlusconi ricambia con la Raggi)

Il Fattone
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Naufragate le candidature Colombo, Maltese e Civati non resta che il candidato della destra milanese

Ahimé, il prode Barbacetto non ce l’ha fatta: ha appena scritto sul Fatto che “entro 48 ore la gara per diventare sindaco di Milano potrebbe cambiare faccia con l’annuncio della candidatura di Gherardo Colombo a capo di una lista civica e trasversale”, ed ecco l’ex Pm di Milano annunciare già il gran rifiuto: “Non posso essere espressione di una parte sola della città”.

Altro che “civica e trasversale”: la candidatura, ha spiegato con grande onestà Colombo, “mi porrebbe nella precisa posizione, almeno nella percezione generale, di chi esprime la sola sinistra della città”. O, per meglio dire, una sua parte minoritaria: quella che ha perso le primarie e che, almeno a sentire Barbacetto, non si rassegna ad accettarne i risultati e a votare Beppe Sala.

Il Fatto può però tranquillizzarsi: anche se Colombo ha detto no (dopo il naufragio dell’autocandidatura di Curzio Maltese e il “no, grazie, preferisco vivere” di Pippo Civati), un avversario capace di impedire a Sala di entrare a palazzo Marino c’è già: si chiama Stefano Parisi, è il candidato unitario del centrodestra e a Barbacetto piace molto.

Sentite come ce lo descrive sul Fatto di oggi: mentre Sala “in questo primo scorcio di campagna elettorale si è mostrato debole e impacciato, il suo avversario Parisi, molto più a suo agio davanti alle telecamere, ha già recuperato parte della distanza che lo separa dal ben più noto Mr. Expo”.

Non solo: l’ottimo Parisi “ha cominciato l’azione di conquista dell’elettorato moderato, coinvolgendo gli ex sindaci Gabriele Albertini e Letizia Moratti, ma con toni morbidi, chiudendo la porta a Matteo Salvini, che sbilancerebbe troppo a destra la sua coalizione”.

Del resto, se Berlusconi a Roma elogia Virginia Raggi – “Persone a me vicine (forse Previti?) mi hanno parlato bene di lei: mi dicono che non è soltanto telegenica, ma è anche un bravo avvocato” – perché a Milano l’organo grillino non dovrebbe restituire il favore sponsorizzando Parisi?

 

 

 

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