Il Fatto ha un nuovo eroe: “Il pentito dei Rolex”

Il Fattone
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Che fine hanno fatto i famosi regali della dinastia saudita alla delegazione italiana a Riad? Per il Fatto non ci sono dubbi: se li è intascati tutti Renzi

Anche oggi l’inesauribile fantasia del Fatto è riuscita a strapparci un sorriso, nonostante il freddo, la caduta delle borse mondiali e la “distruzione della Costituzione col voto-ricatto di Verdini” (titolo a pagina 8): in prima, il quotidiano diretto da Marco Travaglio rivela con invidiabile sprezzo del ridicolo che “c’è il pentito dei Rolex: li voleva tutti Renzi”.

Il nuovo, esilarante capitolo delle malefatte renziane si svolge in Arabia Saudita, nel corso della visita ufficiale dello scorso novembre (il Fatto sbaglia mese e parla della “notte fra l’8 e il 9 dicembre”, ma è un dettaglio trascurabile). Alla delegazione italiana vengono offerti in dono alcuni orologi, tutti “preziosi, ma di categorie diverse”, e fra la scorta del premier e alcuni funzionari del Cerimoniale scoppia un diverbio sull’assegnazione dei regali.

L’indomani il capo del Cerimoniale “ha tentato di recuperare i regali – racconta “il pentito dei Rolex” – ma non in maniera formale. Ha rifiutato di predisporre un documento per certificare la restituzione dei cronografi”. L’operazione-recupero sembrerebbe però riuscita soltanto a metà, perché, assicura il pentito, “ci sono molti Rolex ancora in giro”.

E Renzi che c’entra? Niente: “Il fiorentino non interviene”, scrive il Fatto. Ma siccome questi benedetti Rolex sono finiti almeno in parte a palazzo Chigi – lasciarli a Ryad, anche Travaglio sarà d’accordo, sarebbe stato maleducato – se ne dovrebbe dedurre che Renzi ne ha fatto incetta, e che da qualche parte nel suo ufficio c’è un forziere che li contiene.

La prova? “Ieri a palazzo Madama Renzi ha sfoggiato un esemplare simile a quello che il nostro testimone ci ha mostrato”, si legge nell’articolo. In prima pagina il Rolex di Renzi diventa magicamente “uguale” a quelli offerti dall’Arabia Saudita, e così il cerchio si chiude: il premier, è chiaro, fa incetta di orologi preziosi, li sottrae persino alla sua scorta e al suo Cerimoniale, li colleziona come figurine e, immaginiamo, ne tiene almeno quattro o cinque nella giacca, proprio come quei ragazzi che intorno alle nostre stazioni vendono cronografi taroccati. I suoi però sono autentici, e ogni tanto – ci permettiamo di rivelarlo ai nostri affezionati lettori – ne regala uno a Verdini.

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