Il Fatto elogia Mentana ma fa l’esatto contrario

Il Fattone
Il giornalista Enrico Mentana posa per una foto a margine dell'incontro con la stampa per il primo anno di conduzione del Tg di La7, stamani 30 agosto 2011 a Roma.
ANSA/ETTORE FERRARI

Il giornale di Travaglio non parla d’altro che del referendum

Ogni lunedì il Fatto pubblica le pagelle della settimana. I bocciati sono inesorabilmente i simpatizzanti, gli amici, i sodali o i semplici conoscenti di Matteo Renzi (oggi tocca a Dario Nardella e ad Ernesto Carbone, nonché al super-renziano ad honorem Silvio Berlusconi); tutti gli altri italiani, a turno, hanno invece la possibilità di essere promossi.

Enrico Mentana si è guadagnato questa settimana un bell’otto, e il Fattone non può che condividere: il direttore del Tg La7 è un fuoriclasse, e qualunque cosa faccia in tv non riesce a non farla bene.

Che cosa ha fatto questa volta per meritarsi la promozione? “Il Tg, ha comunicato Mentana, fino alla fine dell’estate non si occuperà del referendum costituzionale e non farà da cassa di risonanza al dibattito che si sta sviluppando”. A giudizio del Fatto, “le linee editoriali sono come le belle carriere: spesso si fanno più con i No che con i Sì”.

Le conseguenze di questa singolare affermazione sono almeno due.

La prima è che per il Fatto discutere pubblicamente del referendum è un errore, uno sbaglio, forse un imbroglio: meglio tacere e occuparsi d’altro. Dunque sbagliano tutti quei costituzionalisti e militanti del No che ogni giorno sul giornale di Travaglio si lamentano per non essere stati invitati in tv: in tv non bisogna andare perché – questa è la linea – la tv non deve occuparsi del referendum.

Ma se questa è la linea del Fatto, ne consegue anche che il Fatto è completamente fuori linea. Ogni giorno, da settimane, le prime tre o quattro pagine del quotidiano di Travaglio sono intasate di pezzi, interviste, opinioni, articoli e commenti sul referendum.

Oggi, per dire, l’apertura del giornale è dedicata all’“opuscolo di propaganda” che il Pd ha preparato sull’attività di governo e il cui scopo, sostiene il Fatto, non è raccontare l’attività del governo ma “convincere gli elettori a votare Sì”.

A seguire, un’intera pagina è dedicata al compagno Franzo Grande Stevens, storico avvocato di Gianni Agnelli e convinto sostenitore del No “contro questo aspirante dittatore”.

Se Mentana merita un otto perché non parla del referendum, Travaglio come minimo andrebbe espulso da tutte le scuole.

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