Il Fatto, Dagospia e il “gomblotto” per far vincere Giachetti a Roma

Il Fattone
Roberto Giachetti, durante 'In mezz'ora', programma condotto da Lucia Annunziata su Rai 3, che ha visto il primo confronto tra i candidati alle primarie del centrosinistra per il Campidoglio, 28 febbraio 2016 a Roma. ANSA/ MASSIMO PERCOSSI

“Berlusconi vuole Bertolaso per perdere pensando a Mediaset e Bolloré”. Nasce così il ‘Nazareno degli affari’ (ovviamente solo nella testa di Travaglio)

Gomblotto, gomblotto! Pensate che nel centrodestra siano arrivati alla resa dei conti, che Berlusconi voglia ribadire e difendere la propria leadership, che Matteo Salvini abbia invece deciso di farlo fuori, che la guerra intorno al candidato sindaco di Roma sia il segno di una battaglia politica dura, forse inevitabile, politicamente cruciale? Che ingenui, che sciocchi. Non avete capito niente. E oggi il Fatto finalmente vi spiega come stanno le cose.

“Berlusconi vuole Bertolaso per perdere pensando a Mediaset e Bolloré”, spara in prima pagina il quotidiano di Marco Travaglio. La tesi dell’articolo – chiamiamola così – è semplice e cristallina: esiste un “Nazareno degli affari”, cioè un patto fra il Cavaliere e Renzi, in base al quale Forza Italia candida a Roma l’ex capo della Protezione civile per aiutare Giachetti a vincere le elezioni. Se Giachetti vince le elezioni, Renzi consente ai francesi di Vivendi di entrare in affari con Mediaset: altrimenti non se ne parla.

Prove? Indizi? Dichiarazioni a sostegno? Indiscrezioni raccolte fra Cologno e Parigi? Macché. Non siate ingenui, non siate sciocchi: un gomblotto non può lasciare tracce, altrimenti che razza di gomblotto sarebbe?

Il Fatto ha semplicemente ripreso una fantasticheria di Roberto D’Agostino – quel simpatico sessantenne che infarcisce il suo sito di tette e culi per aumentare i clic – e l’ha presentata ai suoi lettori come se fosse una notizia.

Eppure su Bertolaso erano tutti d’accordo, prima del voltafaccia di Salvini: forse il leader della Lega ha cambiato opinione perché non vuole che Mediaset Premium sia venduta?

Eppure a Milano l’accordo fra gli alleati regge, e Stefano Parisi è unanimemente considerato (anche dal Fatto) un ottimo candidato: forse il “Nazareno degli affari” vale soltanto nella capitale, e perché si estenda anche al nord bisogna, che so, trovare un partner internazionale pure per la Mondadori?

Eppure la candidatura di Giorgia Meloni, alternativa e contrapposta a quella di Bertolaso, è per Giachetti un aiuto ben più robusto, perché il voto della destra si dividerà: forse Fratelli d’Italia ha delle quote in Vivendi e vuole rivalutare il proprio capitale?

L’unico complotto, qui, sembra quello del Fatto che copia Dagospia: ed è un complotto contro l’intelligenza dei lettori.

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