Il fantastico mondo dell’energia osservato con gli occhi grillini

ControVerso
Solar energy panels with wind turbines in the sunset

Per il Movimento 5 Stelle l’aumento della popolazione non porta un aumento dei consumi

Ieri il Movimento 5 Stelle ha presentato il suo programma per il futuro energetico italiano. L’obiettivo è la completa uscita dalle fossili nel 2050. Ci sono state molte cose interessanti. Per esempio uno dei relatori ha citato le ricadute tecnologiche della missione americana sulla Luna. Il che è una bella notizia perché se ne deduce che anche per i Cinquestelle gli americani sono veramente andati sulla luna. Un bel passo avanti.

Ma, a parte gli scherzi, c’erano veramente spunti interessanti. Come per esempio l’idea di tassare le emissioni di anidride carbonica, allo scopo di internalizzare i costi ambientali e creare uno scenario competitivo uguale per tutti. Purtroppo gli spunti ragionevoli sono contraddetti da strafalcioni teorici imperdonabili. Dicono, anzi scrivono, i Cinquestelle che le loro previsioni e il loro programma non sono fondati «su previsioni della popolazione e del prodotto nazionale, poiché il raggiungimento degli obiettivi è ritenuto necessario indipendentemente dai livelli che le due variabili assumeranno nel corso del tempo».

Tradotto: non ci importa niente se nel 2050 saremo 50 o 100 milioni, né se il nostro PIL sarà ancora uguale o magari il doppio dell’attuale. I consumi energetici devono restare sempre uguali. Anni di macroeconomia rottamati in una sola frase. Con conseguenze rivoluzionarie.

Se 100 milioni di persone possono consumare la stessa energia di 50, e popolazione e prodotto nazionale non sono variabili importanti, non si capisce perché la Cina debba consumare più energia di Malta. Anzi non si capisce proprio perché si consumi energia. In effetti, dicono i Cinquestelle, la questione «è molto complessa». Che è la frase che più è stata ripetuta durante la loro presentazione. Peccato che tutto sia complesso per definizione e che l’arte della politica sia prendere decisioni che la affrontino e che non siano campate per aria.

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