Il drone e il suo doppio

MediaTelling
un-drone-americano

Il drone, dio della guerra, per qualche tempo dovrà lasciare il passo al suo doppio, al drone dio della pace

In tempo di guerra anche le parole finiscono per essere usate solo in quella funzione e il loro significato diventa automaticamente sinistro Prendiamo la parola drone. Dicono i dizionari che è un nome comune per definire una speciale categoria di oggetti volanti, di varie dimensioni, capaci di librarsi in cielo senza necessità di un pilota a bordo. Da terra se ne possono dirigere i movimenti. E’ evidente che un’innovazione del genere sia stata covata in qualche laboratorio militare. Fino a qualche tempo fa, questa parola, ci faceva immaginare un oggetto leggero che come un uccello si librava in volo per ammirare o scoprire le bellezze del pianeta. O per soddisfare i divertimenti degli aeromodellisti. Comunque una parola che sapeva di progresso. La guerra, il suo ossessivo linguaggio, lo mostra ora come una macchina che semina bombe su questo o quel territorio con la sicurezza, per chi bombarda, di non perdere vite umane nell’atto di seminare morte. Un oggetto d’incredibile violenza, insomma. Questa valenza si rafforza man mano che i tiggì ripetono: droni bombardano postazioni in Libia; droni all’attacco in Sira, incursione dei droni confine con la Turchia.

Eppure c’è chi continua usarlo come strumento di pace e di emancipazione. Mercoledì prossimo, dopo una lunga contrattazione con l’ENAC, studiosi dell’Università di Siena, faranno volare sull’area archeologica di Roselle un drone molto innovativo. Con questo strumento potranno essere acquisiti dati e immagini ad altissima risoluzione che dovrebbero poi permettere – in seguito all’elaborazione dei dati – di superare il bosco e la macchia mediterranea e vedere al di sotto le tracce archeologiche. Poiché in Italia la superficie boccata rappresenta circa il 45 % del paese, è evidente la valenza potenzialmente rivoluzionaria di questo sistema. Sarebbe possibile scoprire mondi sepolti e ritrovare manufatti di antiche civiltà L’iniziativa è partita dal professor Stefano Campana dell’Università di Siena e dalla Faculty of classics dell’Università di Cambridge. Sono inoltre coinvolte alcune società Microgeo di Firenze, ATS di Siena e Riegl di Vienna. Una cooperazione scientifica con scopi pacifici e di culturali. Il drone, dio della guerra, per qualche tempo dovrà lasciare il passo al suo doppio, al drone dio della pace.

Vedi anche

Altri articoli