Il dramma di Scanzi, personaggio senza parte in commedia

Il Fattone
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Il suo problema è non essere Marco Travaglio. E non poterlo diventare mai

Il problema di Andrea Scanzi è che non è Marco Travaglio. Ci prova, ci prova e ci riprova, a essere Travaglio, ma proprio non ci riesce. Anche Scanzi, come Travaglio, fa i suoi spettacolini a teatro, ma ci va meno gente; anche lui ha ottenuto un bel contratto con Lilli Gruber, ma lo pagano di meno; anche lui scrive libri, articoli, tweet e post, ma follower e lettori sono soltanto una frazione di quelli di Marco – Andrea ci prova, ci prova ogni giorno, ci prova con passione e testardaggine, ma proprio non riesce a diventare Travaglio.

Non c’è niente da fare: ogni mattina che Dio manda in terra il povero Scanzi si risveglia Scanzi. E questo, alla redazione del Fatto lo sanno tutti, è un problema molto serio. “Oggi ce l’ha fatta, è riuscito a diventare Travaglio?”, chiede trafelato un cronista. E l’altro, a voce bassa: “Macché, è ancora Scanzi”. “Vabbè, aspettiamo domani”. “Poveretto, come soffre”. E la riunione di redazione può cominciare.

E’ un destino amarissimo, quello di Scanzi: è l’unico al Fatto e nella vita senza una parte in commedia. C’è il Fondatore, il buon Padellaro, che dispensa saggezza e moderazione. C’è Gomez, che prova a fare l’anglosassone e qualche volta ci riesce persino. C’è Caporale e la sua umanità dolente. C’è D’Esposito e il suo gossip frizzante. C’è Wanda Marra, che prima o poi diventerà renziana (a sua insaputa, naturalmente, e contro la propria volontà). Insomma, c’è un sacco di gente, al Fatto, e tutti hanno una cosa da fare, un personaggio da interpretare, un ruolo in squadra. Tutti, tranne il povero Scanzi: che morirebbe per avere la parte di Travaglio, ma Travaglio già la recita alla perfezione.

Dev’essere per questo che il tenero Scanzi si chiude sempre in bagno. E, anziché scrivere articoli come fanno i suoi colleghi, incide parolacce e disegna organi sessuali sulle pareti. E’ così che sfoga la sua impotenza, e noi gli siamo umanamente vicini. Oggi se l’è presa con la “non bellissima” Alessia Rotta, che su Twitter “lodevolmente usa come profilo un primo piano sfuocato, a dimostrazione di come lei stessa si vergogni di se stessa”. Poi ha chiesto in giro, s’è guardato intorno con un filo di speranza, per un attimo s’è illuso: ahimé, niente da fare, neanche oggi è diventato Travaglio. E così se n’è tornato tutto solo in bagno.

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