Il doppio turno resta la via maestra

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Probing work after polling station closed in Pontedera, Italy, 25 February 2013. Pier Luigi Bersani's centre left had a significant lead in two early exit polls in both houses of parliament after the voting stations closed Italy's general election on Monday.
ANSA/STRINGER

Con il quadro politico attuale il Mattarellum 2.0 non garantirebbe un chiaro vincitore

La proposta di legge elettorale avanzata da Speranza fa venir meno tutti gli obiettivi che sono sempre stati messi in capo ad una riforma elettorale, compresi quelli sbandierati dalla minoranza Pd. Penso ad esempio al tema dei 100 “nominati” e del ridare agli elettori il potere di scegliere “tutti” i propri rappresentanti. Se nell’Italicum ci sono 100 capilista non preferenziabili, con i collegi uninominali sono ben 618(cioè tutti meno i 12 eletti all’estero) i deputati eletti senza che gli elettori possano scegliere. Gli elettori troveranno sulla scheda un unico nome per ogni lista.

Niente più preferenze; niente possibilità di votare un uomo e/o una donna. Se quel nome non piace, l’elettore sarà costretto a votare un candidato di un’altra lista che magari è personalmente più gradito. O votare scheda bianca!

L’altro obiettivo irrinunciabile di una legge elettorale è quello di avere, al termine delle votazioni, una maggioranza certa sufficiente a governare per cinque anni. Anche questo è potere di scelta in mano agli elettori. Come ha ben spiegato Ceccanti, con la proposta Speranza, dato l’attuale tripolarismo, questa possibilità è inesistente. Immaginiamo un risultato elettorale in cui le tre liste/coalizioni maggiori si dispongano in questo ordine: 35% – 30% – 28%. E’ chiaro che i 90 seggi di premio alla prima non sono affatto sufficienti a dargli la maggioranza. Perciò si dovrebbe andare ad una grande coalizione fra il PD e il Centrodestra. A meno che il voto si distribuisca in modo stranamente omogeneo per cui la prima lista vinca nella metà dei collegi.

A proposito di stranezze di questo sistema di collegi uninominali a turno unico voglio ricordare che in Gran Bretagna è successo una volta che il partito vincente aveva preso un numero assoluto di voti inferiore a quello del partito perdente! La cosa si può facilmente spiegare. Anche così il rispetto per la volontà degli elettori va a farsi friggere. Il doppio turno resta la via maestra per far decidere agli elettori quale delle due maggiori minoranze del primo turno deve governare con una più ampia legittimazione popolare. L’unica modifica utile all’italicum sarebbe quella di introdurre la possibilità, al secondo turno, di fare apparentamenti che non potrebbero intaccare l’unitarietà e coerenza del programma di governo.

Da ultimo: la minoranza Pd davvero vuole modificare l’italicum? Le proposte di Speranza e di Cuperlo sono così generiche e contradditorie! E questo sforzo di reinvenzione dovrebbe essere fatto in due mesi. Non è piuttosto un pretesto per non votare Sì al referendum?

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