Il dissenso è legittimo ma una frattura indebolirebbe la nostra comunità

Referendum
scheda-referendum

E’ un momento in cui serve senso di responsabilità

La direzione del PD di ieri ha segnato un momento di confronto duro, da cui dobbiamo saper uscire con rinnovata forza.

Renzi ha aperto ad alcune modifiche della legge elettorale.

Da un lato aderendo alla proposta Chiti-Fornaro che prevede che siano i cittadini – in occasione delle elezioni regionali – a scegliere i senatori. Dall’altra con l’idea di un comitato del PD che lavori su possibili modifiche all’Italicum – ballottaggio, premio a lista o coalizione, modalità di elezione – e dialoghi su questo con le altre forze parlamentari, per verificare la possibilità di un accordo. Una verifica che completeremo dopo il 4 dicembre, non per scelta nostra, ma perché non abbiamo i numeri per fare da soli e non ci sono le condizioni per un accordo prima del referendum. È una considerazione di pragmatismo e non possiamo dividerci su questo.

Come sapete, non vedo i rischi evocati dal cosiddetto “combinato disposto” riforma e Italicum. La riforma non modifica i poteri del premier e abbiamo leggi elettorali maggioritarie dal ’93. Dov’è il problema? Davvero un sistema con una sola Camera che dà la fiducia al Governo può cambiare la nostra posizione sul tema della rappresentanza e della stabilità del Governo? Come funziona: un Parlamento lento e macchinoso può essere maggioritario e uno efficiente e più rapido no?

Non vedo, insomma, attacchi alla democrazia, ma solo una democrazia che può funzionare meglio. Davvero su questo possiamo arrivare a fratture, o peggio scissioni?

Credo alla buona fede di chi manifesta oggi la propria preoccupazione e conduce la propria battaglia. Ma colgo una contraddizione tra la loro giusta voglia di difendere il PD e il risultato che la loro azione può determinare.

Paventare il rischio di una frattura se non si modificherà l’Italicum è un modo di indebolire il Partito e quindi anche la comunità che rappresentiamo. Il modo migliore di rispettare la nostra comunità è discutere, votare, definire la posizione di maggioranza e poi difenderla insieme. Spazio per il dissenso, spazio per la discussione, spazio per la pluralità di posizioni, ma poi ad un certo punto occorre fare sintesi e lavorare per raggiungere l’obiettivo.

Credo che un partito come il PD non possa – mai – giocare sulla difensiva, limitandosi a rappresentare una comunità chiusa che deriva dal passato. La sfida del PD è allargare quella comunità, guardando a come si sia nel tempo indebolita e a come tornare a farla crescere, forti dei nostri valori ma capaci di governare, riformare, cambiare.

Questo è quello che fa la riforma costituzionale. Mi appello alla responsabilità di tutte e tutti perché questo momento storico sia quello in cui il PD dimostra di saper guidare il futuro, rappresentando quell’Italia nuova per cui siamo nati.

Votiamo si il 4 dicembre, lavoriamo per migliorare l’Italicum, continuiamo con l’azione di cambiamento, dimostriamo che il PD vuole e sa essere un esempio vincente di sinistra di governo.

Vedi anche

Altri articoli