Il cuore che chiede Staino sono gli elettori delle primarie

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Uno dei seggi del Partito Democratico per le Primarie del PD a Firenze, 8 dicembre 2013. ANSA/MAURIZIO DEGL' INNOCENTI

I circoli continuano a essere luoghi in cui pochi attivisti e dirigenti si parlano addosso. Ben venga allora il lanciafiamme

L’appello di Staino è sacrosanto e mi pare che quanto detto da Renzi a Otto e mezzo sia una risposta significativa: “Le correnti, fanno arrabbiare i nostri: su questo dobbiamo cambiare. Al centro non ci può essere la divisione tra i ‘turbo’ e ‘non turbo’ ma al centro ci deve essere chi vuole cambiare l’Italia. Piano piano ce la facciamo. Nel partito c’entriamo col lanciafiamme, lo assicuro. Si deve mettere al centro chi lavora e non chi sta a pensare solo alla propria carriera”.

Per il segretario Pd i nodi da sciogliere sono a livello territoriale. Nei territori è il modo di far politica che non è cambiato. Ci si limita a coinvolgere una minima parte dei già pochi iscritti, senza più nessun rapporto con la gente reale con i loro problemi reali. Si lascia inutilizzato un patrimonio di persone che sono profondamente immerse nella società. Sono i milioni di cittadini che sono venuti con entusiasmo quando li abbiamo chiamati per le primarie. Abbiamo i loro indirizzi e-mail. Perché non cercarli ogni tanto per chiedere la loro opinione su alcuni problemi o su proposte che intendiamo avanzare a livello locale o nazionale? Perché per raccogliere le firme sul referendum istituzionale, invece di organizzare i banchetti per parlare con alcuni passanti, in un giorno unico nazionale, non chiamiamo i tre milioni di elettori delle primarie a venire a firmare nei luoghi dove si sono svolte le primarie, avendogli inviato a casa una nota semplice e chiara sulla riforma costituzionale?

Questo lavoro con la gente a livello territoriale non si fa perché appunto i circoli sono luoghi dove pochissimi attivisti e dirigenti locali si parlano addosso in funzione non dei problemi della gente, ma delle posizioni correntizie nazionali, anche per mettersi in mostra in vista di incarichi e candidature. Non tutti, per carità. Ma anche quelli come me che non hanno questi secondi fini non riescono a sottrarsi a questi meccanismi. Allora ben venga Renzi col lanciafiamme!

Nel merito di alcune richieste di Staino: sull’Italicum, no a modifiche salvo eventualmente aggiustamenti sul tema dei capilista. Per quanto riguarda invece il modo di eleggere il Senato, se si va all’elezione diretta popolare, con senatori non amministratori comunali o regionali, mi arrabbio io! Caso mai si dovrebbe eliminare il pasticcio introdotto per mediare con la minoranza, cioè una elezione diretta ma indiretta. Spero che in futuro si tornerà a quello che è stato sempre il progetto del Pci: Senato delle autonomie, con sindaci eletti da tutti i sindaci della regione e presidenti o consiglieri regionali eletti dai consigli regionali.

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