Il consumatore ama la concorrenza. E il produttore?

ControVerso
concorrenza

Ci piace far correre gli altri, ma quando dobbiamo correre noi vorremmo l’aiutino

Noi tutti in quanto consumatori sappiamo che il mercato ci aiuta. Se dobbiamo acquistare un bene o un servizio confrontiamo qualità e prezzo. Andiamo su internet e ci vantiamo con gli amici di avere scovato un prezzo imbattibile. E dove non arriva internet c’è sempre il passaparola, la forma di marketing da sempre più efficace. Quando invece siamo costretti a rivolgerci a un “fornitore unico” , capita per esempio con i servizi della pubblica amministrazione, imprechiamo e incrociamo le dita, sapendo che ci toccherà portare pazienza. La situazione si inverte quando invece diventiamo venditori di un bene o un servizio. D’un colpo solo rimpiangiamo il Medioevo quando le corporazioni organizzavano le attività produttive e le proteggevano.

Qualunque sia il mestiere che facciamo, cerchiamo protezione contro la concorrenza nazionale e internazionale. Che si riesce a trovare quasi sempre, nascosta in qualche norma di legge, regolamento, disposizione. Naturalmente sempre per nobili ragioni. Per esempio che solo gli Ordini professionali garantiscono la serietà, che solo l’italianità garantisce la qualità, che solo i monopoli garantiscono la capacità. Insomma, chi è dentro è dentro e chi è fuori è fuori e meno concorrenza c’è meglio è. Ci piace far correre gli altri, ma quando dobbiamo correre noi vorremmo l’aiutino, la corsia riservata, il vento alle spalle.

Poi torniamo consumatori e ci industriamo a trovare la scappatoia alle norme che abbiamo voluto in quanto produttori e venditori. Alla fine si tratta di un gioco che, quando va bene, è a somma zero. Per chi può giocarlo. Non per chi è fuori e non ha protezioni né per il nostro sistema che perde di competitività.

Vedi anche

Altri articoli