Il concordato Aamps, una ferita per Livorno

M5S
Un momento del consiglio comunale al quale assistono oltre duecento lavoratori Aamps, l'azienda di raccolta rifiuti di Livorno, 30 novembre 2015. ANSA/FRANCO SILVI

La strada del concordato per l’azienda dei rifiuti livornese è una scelta che Livorno pagherà a caro prezzo

E concordato fu, almeno per ora. L’affare mediatico-politico Aamps, l’azienda dei rifiuti, è  stato liquidato dal Sindaco di Livorno Filippo Nogarin e dalla giunta a Cinquestelle come tutti pensavano. Il concordato preventivo, che mette a rischio 250 posti di lavoro, è  stato ufficializzato. Una scelta nascosta fino a pochi giorni fa, ma maturata nel tempo dall’amministrazione livornese.
Una decisione che appare come una chiamata alle armi contro il PD a livello nazionale che nulla ha a che fare con la politica amministrativa della città. Il sindaco livornese, preso ad esempio dal movimento grillino, ha inferto a Livorno una ferita, forse insanabile, con la compiacenza della maggioranza Cinquestelle (ormai 17 su 33 consiglieri) desiderosa solo di appagare le richieste ricevute dalla struttura nazionale.
La buona e innovativa amministrazione tanto decantata dal movimento è naufragata con la scelta della procedura peggiore per i lavoratori, per l’azienda,  per la città. Il tempo sarà probabilmente galantuomo, ma a quale prezzo. Per ora si intravedono soltanto i sorrisi di chi ha deciso le sorti della città solo per una presa di posizione politica. E questo è il punto più pericoloso della questione. Grillo ed i suoi hanno deciso calando dall’alto una linea demagogica, immotivata e pericolosa solo per convincere gli italiani, con un atto di forza, che l’unico cambiamento e l’unica speranza per l’Italia sono rappresentati dal movimento Cinquestelle. Il disastro che però quella scelta provocherà sul territorio proprio non interessa. L’importanza è apparire diversi, l’importante è combattere quello che loro considerano il male supremo, il PD.
I consiglieri comunali, costretti consciamente a subire i diktat grillini, le epurazioni, le sospensioni, perdono i contatti con i cittadini. Proprio quei cittadini ai quali, solo a parole, si promettono condivisione di scelte, valori politici innovativi, scelte per il bene comune.
La realtà purtroppo è altra cosa. I nuovi “Robespierre”, i tagliatori di teste, decidono da lontano. I comuni e gli abitanti di essi diventano campi di battaglia per imporre la forza di fuoco personale dei guru del movimento.
E la buona politica, il governo dei territori, il lavorare per i cittadini?
Quelle sono altre storie che poco hanno a che fare con il governo delle città del M5S, con la speranza che il caso Livorno non si espanda, proprio nello spirito dello sviluppo, della democrazia, della buona politica per il nostro amato Paese.
 
Pietro Caruso
Capogruppo PD comune di Livorno

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