Il Codice della legalità

Infrastrutture
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Il nuovo codice , insieme a tante riforme che vogliono liberare le energie della pubblica amministrazione, farà la differenza, prevedendo molte novità

È legge il nuovo Codice degli Appalti e delle Concessioni. Entrerà in vigore dalla prossima settimana per tutti coloro che si occupano di opere pubbliche, ed è un’altra delle riforme del Governo Renzi che ci rende un paese più semplice, più efficace, con alte barriere contro la corruzione, e che sblocca le opere pubbliche, quelle utili per i cittadini.
È musica per le orecchie di tanti sindaci e pubblici amministratori che, così come è successo a Matteo, a me, a Lorenzo Guerini, a tanti ex sindaci e a tanti primi cittadini ancora in carica con i quali ci siamo trovati a lottare tra percorsi farraginosi e paradossali per trasformare un’opera importante per la comunità in realtà.
Abbiamo ereditato un’Italia con ben 36mila stazioni appaltanti, con una media di ben 14 anni per realizzare un’opera pubblica da oltre 100 mila euro e con un terzo del tempo utilizzato costituito solo da inerzia, da fogli fermi sul tavolo e da amministrazioni che non si parlavano. Il nuovo Codice, al termine di una larga consultazione e di un importante lavoro parlamentare, è la cura giusta.

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