Il cantiere europeo

Europa
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C’è chi pensa che si possa proseguire con la gestione ordinaria e con aggiustamenti marginali e chi pensa che stiamo vivendo tempi straordinari e si impongano forti decisioni politiche. Noi siamo per la seconda opzione

Abbiamo scelto l’Europa e ne siamo convinti: ecco perché vogliamo cambiare questaUnione. Sappiamo che le riforme europee non vanno improvvisate: e proprio per questo, vogliamo utilizzare il 2016 per proseguire il dibattito e per preparare il terreno. A parole, tutti ormai indicano il 2017 come un anno di rilancio. Nei fatti, molti vorrebbero usarlo per avviare un altro… rinvio. Politica versus tatticismi… Coraggio versus timore… Straordinario versus ordinario…

Che si tratti del governo e delle politiche economiche e sociali della zona euro, dell’avvio di iniziative promosse da gruppi di paesi o di una nuova revisione dei trattati, in Europa sta emergendo una nuova divisione: tra chi vuole rinviare alla prossima legislatura europea (dopo il 2019) il processo di riforma e chi vuole affontare ora i nodi politici che vincolano l’Unione. Tra chi pensa che si possa proseguire con la gestione ordinaria e con aggiustamenti marginali e chi pensa che stiamo vivendo tempi straordinari e si impongano forti decisioni politiche. Noi siamo per la seconda opzione, e nel 2016 ci lavoreremo ancora di più.

 

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