Il burkini e il corpo delle donne. Che non è delle donne

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Una ragazza in burkini. (ANSA/AP Photo, File)

“Il corpo è mio e me lo gestisco io” oggi e sempre, ma come ieri va ribadito perché ancora non s’è capito. Il corpo delle donne e la libertà di disporne

Sapete che c’è? Che come vorrei liberare dal burka le donne in oriente, se tale abito è imposto, così vorrei renderle libere in occidente di portare addosso quello che vogliono. se lo vogliono, quando lo vogliono. Ovunque.

Che siano suore, che sia bikini in via libertà, che sia burkini in spiaggia, che sia un jeans attillato, che faccian ciò che vogliono senza che zompi il guardiano o il guardone e poco cambia per me.
Solo mi preme che sia una loro scelta.
E invece non lo è.

Il corpo delle donne per come è coperto o scoperto è nella sola disponibilità della libertà di una donna.
Ma sembra quasi che sia nella disponibilità degli uomini che passano da guardiani a guardoni con estrema facilità.
E sembra quasi che debbano persino dettare le motivazioni per cui una donna si incazzi o si offenda, tutti a sorprendersi o a sfotterti quando la sparano, non grossa, ma, semplicemente, offensiva.
E il guaio è che nemmeno lo sanno, dunque dovremmo iniziare a spiegarglielo per bene.

Quando arriva un affronto a tale libertà, che non comprendono nemmeno grossolanamente, figurarsi nella sua complessità, rimangono basiti se c’è una reazione qualunque, tanto ancora siamo lontani da una pacificazione su questo tema. Anche in Occidente, ovviamente con enormi differenze.
“Il corpo è mio e me lo gestisco io” oggi e sempre, ma come ieri va ribadito perché ancora non s’è capito.
Non lo capiscono gli uomini e non lo capiamo noi donne, ammettiamolo. Il corpo delle donne e la libertà di disporne. Di chi è il corpo delle donne?
Oggi ancora non è delle donne.
Il corpo delle donne è uno degli archetipi più profondi e simbolici dell’umanità, fin dall’alba della storia, più sacro di una chiesa e lo dico da non credente che tenta di difendere laicità spesso male intese, non ci riusciamo nello scorcio di un’estate a liquidarlo come tema da ombrellone.
Su questo tema iper complesso, il corpo delle donne, che è tutt’uno con il pensiero, l’aspetto delle donne, l’abito delle donne e i cm che copre o scopre, la possibilità di disporne e il pensiero che copre o scopre, si giocheranno guerre e battaglie, pensieri dolorosi e difficili, non solo tra oriente e occidente, ma tra uomini e donne, per una buona metà del secolo che ci aspetta e forse di più. Perché è la radice della prima diseguaglianza che si fa discriminazione o discrimine.
Tra oriente e occidente, tra cultura e culture, tra valore e valori. Tra casa e casa. Tra uomo e donna, tra donna e donna.

Dunque calma, pazienza, cautela e andiamo avanti, con toni adeguati e senza grossolanità, di pensiero, di espressione o di azione, perché ancora la libertà di aspetto, la libertà di essere e di fare di una donna è ancora di là da venire. Molto di là da venire.

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