Il boom della via Francigena

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Produce un turismo, diciamo minore, ma fondamentale per i luoghi che attraversa, spesso fuori dalle rotte turistiche

Sembra che il Giubileo abbia fatto decollare completamente la Via Francigena, il percorso dello storico pellegrinaggio che dall’Europa portava a Roma. Il tratto italiano, dal Gran San Bernardo attraverso diverse regioni, fa ormai concorrenza al più famoso percorso verso Santiago di Compostela. Ben indicato, con ricoveri adatti a tutte le tasche, alcuni addirittura lasciati alla generosità del “pellegrini”, attraversa paesaggi e borghi storici che restituiscono il meglio dell’Italia.

Produce un turismo, diciamo minore, ma fondamentale per i luoghi che attraversa, spesso fuori dalle rotte turistiche più conosciute, costituendo un’entrata economica non indifferente per agriturismi, piccoli alberghi e ostelli. C’è chi lo fa per motivi religiosi, ma tanti solo per il piacere dell’escursionismo, del sole e dell’aria aperta, conditi con un po’ di spirito d’ avventura.

Dopo avere percorso circa metà di Santiago, ci vuole più di un mese per farlo tutto, mi sono fatto un pezzo della Francigena in 4 giorni Un tratto assolutamente fuori dall’ordinario, da San Quirico d’Orcia fino al lago di Bolsena, passando da Bagni Vignone, Radicofani, Acquapendente.

Tutto il percorso rintracciabile s u l l’apposita app con mappa digitale. È incredibile come basti qualche volta uscire dalle solite strade asfaltate per godere di quell’Italia minore che non ha nulla da invidiare a luoghi più noti. Venti chilometri a piedi (o in bicicletta) hanno la densità di un viaggio di centinaia di chilometri in auto. Tutto bene quindi e tutto molto bello. Con un unico neo: praticamente impossibile pagare con carte di credito o Bancomat. Gli italiani si adattano, gli stranieri no.

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